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Jersey si impegna ad adottare la fiscalità autonoma

Il ministro del Tesoro e delle Risorse di Jersey si è impegnato a introdurre la tassazione autonoma o separata, cioè i contribuenti saranno tassati come individui, indipendentemente dal loro stato civile.

Il governo della dipendenza della Corona britannica in un comunicato stampa precisa che il provvedimento è diretto a trattare tutti i contribuenti allo stesso modo, senza usare la politica fiscale per influenzare scelte di vita.

Il Ministero del Tesoro ha preparato un giudizio di fattibilità sulla tassazione indipendente che è pubblicato con il progetto di bilancio 2014.

A causa di complessità nel sistema fiscale attuale dell’isola, le modifiche saranno introdotte gradualmente per evitare un impatto negativo sui contribuenti.

Il ministro del Tesoro e delle Risorse senatore Filippo Ozouf sostiene che andare verso la tassazione individuale è un importante passo avanti che alla fine creerà un sistema fiscale più equo e più efficiente per gli isolani.

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Isle of Man: approvata dall’OCSE la politica fiscale

L’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo ( OCSE) ha assegnato l’Isola di Man i rating superiore per il rispetto degli obblighi fiscali .

Dei 50 paesi esaminati fino ad oggi dal Global Forum dell’OCSE sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali solo 18 hanno ricevuto il massimo dei voti .

La valutazione si basa sui lavori eseguiti da un team di esperti che lavora per conto del Global Forum dell’OCSE , che copre 120 paesi .

Il Primo ministro dell’isola di Man , Allan Bell, ha accolto con favore la notizia , dicendo: ” Il rating annunciata oggi dal Global Forum dell’OCSE mette l’Isola di Man in “Premier League” e ancora una volta ne conferma la posizione come uno dei principali centri d’affari internazionali del mondo .

“Lo standard richiesto per ottenere un punteggio superiore è molto elevato , come si è visto anche per il numero di giurisdizioni che non hanno ancora ottenuto il voto . Questa è una conquista di cui  l’Isola di Man è giustamente orgogliosa.
E’ un’ulteriore prova che l’isola non può più essere definita come un “paradiso fiscale”

Nel mese di ottobre di quest’anno, l’Isola di Man è diventata la prima dipendenza britannica a firmare un accordo FATCA, sul modello di  quello del Regno Unito che adotta la divulgazione automatica di informazioni fiscali.

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Redditometro: concluso l’esame del Garante

Il Garante per la privacy ha dato il via libera al cosiddetto “redditometro”, ma ha prescritto all’Agenzia delle entrate l’adozione di una serie di misure e accorgimenti per ridurre al minimo i rischi per la privacy delle persone e nel contempo rendere lo strumento di accertamento più efficace nella lotta all’evasione fiscale.

Va ricordato che per calcolare lo scostamento tra i redditi dichiarati e le spese effettuate e per selezionare i contribuenti da sottoporre a controlli, il nuovo redditometro si fonda sul trattamento automatizzato di dati personali in possesso dell’Agenzia delle entrate – comunicati dallo stesso contribuente o da soggetti esterni (es. società telefoniche, assicurazioni) – e sull’imputazione anche di spese presunte, determinate sulla base dell’attribuzione automatica al contribuente di un determinato “profilo”. Questo tipo di trattamento, che comporta la “profilazione” dei contribuenti e presenta rischi specifici per i diritti fondamentali delle persone, ha reso necessaria la verifica preliminare del redditometro da parte del Garante.

L’Amministrazione finanziaria ha scelto di quantificare le spese presunte anche ricorrendo alle cosiddette “spese medie Istat” ricavate dall’appartenenza del contribuente ad una specifica tipologia di famiglia e alla residenza in una determinata aera geografica.

Nel corso della complessa e approfondita verifica preliminare svolta dal Garante sul sistema di accertamento sintetico del reddito dei contribuenti, sono emersi, anche a seguito di accertamenti ispettivi, numerosi profili di criticità (derivanti, peraltro, anche dallo stesso Decreto ministeriale di attuazione del nuovo redditometro) che rendevano il sistema non conforme alle norme sulla privacy. In particolare, riguardo: alla qualità ed esattezza dei dati utilizzati dall’Agenzia delle entrate; all’individuazione in via presuntiva della spesa sostenuta da ciascun contribuente riguardo ad ogni aspetto della vita quotidiana (tempo libero, libri, pasti fuori casa etc.) mediante l’attribuzione alla generalità dei soggetti censiti nell’anagrafe tributaria della spesa media rilevata dall’Istat; all’informativa da rendere al contribuente.

Alcune di queste criticità  sono state risolte già nel corso della verifica preliminare mediante i correttivi apportati dall’Agenzia delle entrate, anche su indicazione del Garante. Ulteriori misure a garanzia dei contribuenti sono state invece prescritte dall’Autorità con il provvedimento odierno.

Ecco in sintesi le misure che renderanno il nuovo redditometro conforme alla normativa sulla privacy.

Profilazione Il reddito del contribuente potrà essere ricostruito utilizzando unicamente spese certe e spese che valorizzano elementi certi (possesso di beni o utilizzo di servizi e relativo mantenimento) senza utilizzare spese presunte basate unicamente sulla media Istat.

Spese medie Istat I dati delle spese medie Istat non possono essere utilizzati per determinare l’ammontare di spese frazionate e ricorrenti (es. abbigliamento, alimentari, alberghi etc.) per le quali il fisco non ha evidenze certe. Tali dati infatti, riferibili allo standard di consumo medio familiare, non possono essere ricondotti correttamente ad alcun individuo, se non con notevoli margini di errore in eccesso o in difetto.

Fitto figurativo Il cosiddetto “fitto figurativo” (attribuito al contribuente in assenza di abitazione in proprietà o locazione nel comune di residenza) non verrà utilizzato per selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamento, ma solo ove necessario a seguito del contraddittorio. Il “fitto figurativo” dovrà essere attribuito solo una volta verificata la corretta composizione del nucleo familiare, per evitare le incongruenze riscontrate dal Garante (che comportavano l’attribuzione automatica a 2 milioni di minori della spesa fittizia per l’affitto di una abitazione).

Esattezza dei dati L’Agenzia dovrà porre particolare attenzione alla qualità e all’esattezza dei dati al fine di prevenire e correggere le evidenti anomalie riscontrate nella banca dati o i disallineamenti tra famiglia fiscale e anagrafica. La corretta composizione della famiglia è infatti rilevante per la ricostruzione del reddito familiare, l’individuazione della tipologia di famiglia o l’attribuzione del fitto figurativo.

Informativa ai contribuenti Il contribuente dovrà essere informato, attraverso l’apposita informativa allegata al modello di dichiarazione dei redditi e disponibile anche sul sito dell’Agenzia delle entrate, del fatto che i suoi dati personali saranno utilizzati anche ai fini del redditometro.

Contraddittorio Nell’invito al contraddittorio dovrà essere specificata chiaramente al contribuente  la natura obbligatoria o facoltativa degli ulteriori dati richiesti dall’Agenzia (es. estratto conto) e le conseguenze di un eventuale rifiuto anche parziale a rispondere.

Dati presunti di spesa, non ancorati ad alcun elemento certo e quantificabili esclusivamente sulla base delle spese Istat, non potranno costituire oggetto del contraddittorio. E questo perché la richiesta di tali dati  – relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana, anche risalenti nel tempo – entra in conflitto con i principi generali di riservatezza e protezione dati sanciti in particolare dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

(Comunicato Garante Privacy)

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Italia

Imprenditore in crisi finanziaria uguale delinquente

Leggo su Eutekne, il quotidiano del commercialista, un intervento del signor Vincenzo Pacileo, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Torino.

L’argomento trattato è l’omesso versamento di ritenute fiscali o dell’imposta sul  valore aggiunto  da parte dell’imprenditore la cui impresa  ha mancanza di liquidità.

L’autore non esita a modificare i termini delle problematiche al fine di dare un embrione di sostenibilità alle sue tesi colpevolistiche.

Appare di tutta evidenza un’inveterata abitudine che affligge i rappresentanti dell’accusa i quali si sentono investiti della funzione di far condannare il presunto reo.

E’ pur vero, ma a solo livello teorico, che l’accusa dovrebbe valutare sia gli elementi a favore sia quelli a sfavore del reprobo. In realtà ciò non avviene mai.
Ed ecco che assistiamo alla sceneggiata napoletana dell’interpretazione del diritto.

Cominciamo dalla questione che si da per semplice ed incontestabile.

Leggiamo:” Quanto all’omesso versamento di ritenute certificate, non si vede proprio ( per l’autore) come si possa invocare la crisi di liquidità, dal momento che l’imprenditore deve aver operato le ritenute come sostituto d’imposta con il solo fine di versarle allo Stato”

Domanda: che cosa sono le ritenute certificate? E’ una nuova specie di ritenute d’acconto che merita maggior tutela?

Non voglio abbandonarmi al piacere sottile delle contrapposizioni interpretative, preferisco ancorarmi alla realtà. Invece di molte chiacchere, piu’ o meno fondate, piu’ o meno giustificate, mi piace fare ricorso ad un semplice esempio.

L’imprenditore ha ricevuto dal suo consulente la busta paga del suo unico dipendente.

Andiamo per approssimazione e tralasciamo le ritenute sociali e quant’altro.

 Stipendio lordo 1.000, ritenute fiscali 200, netto a pagare 800.

Il nostro imprenditore ha in cassa giusto 800 euro e li versa al lavoratore.

Bene, dice il nostro sostituto procuratore che l’imprenditore è colpevole ed aggiunge che non vede proprio come possa invocare la crisi di liquidità.

Andrebbe anche bene se il nostro imprenditore avesse avuto in cassa 1000 euro, ne avesse dato 800 al dipendente ed avesse speso i 200 per fini diversi e magari personali come comperare da mangiare per i proprio figli.

Quindi l’imprenditore non ha operato la ritenuta d’acconto e la sua situazione è quella di debitore nei confronti del dipendente di una somma pari alla ritenuta che non ha potuto operare.
Debito verso il dipendente che verrà saldato al momento del pagamento da effettuarsi non già al creditore ma all’Amministrazione finanziaria.

Non sono un profondo conoscitore del diritto penale e lascio ad altri la disquisizione sulle cause di forza maggiore, sulla sussistenza o meno del dolo, sulla non punibilità per fatto altrui e via di seguito:

Io direi, molto semplicemente e molto modestamente, che il fatto non sussiste.
La ritenuta non è stata operata: fine dell’avventura.

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Il belgio è stato deferito alla Corte di Giustizia Europea

La Commissione europea ha deciso di deferire il Belgio alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Il paese non ha adeguato la propria legislazione alle norme comunitarie in materia di orari di apertura degli uffici doganali e costi amministrativi delle pratiche doganali.

Non solo gli uffici della dogana belga praticano limitati orari di apertura, ma anche surtassano  gli operatori per gli straordinari.

Inoltre, anche durante il normale orario di lavoro , è applicata una tassa per le dichiarazioni di validazione , invalidazione e di compensazione , nonché per la gestione dei sinistri.

La Commissione ritiene che le disposizioni in vigore in Belgio costituiscono una violazione delle norme doganali comunitarie .

Un parere motivato al riguardo, è stato inviato al Belgio nel maggio 2011, ma in assenza di una risposta soddisfacente , la Commissione ha deciso di portare il caso dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

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Il Primo Ministro francese vuol mettere a zero il sistema fiscale

Il Primo Ministro ha detto che vuol mettere a zero il sistema fiscale francese.

Nei prossimi giorni il Primo Ministro, Jean – Marc Ayrault, riceverà le parti sociali.

Per rispondere alle proteste che si levano dai quattro angoli dell’esagono , il governo contro attacca ed annuncia una riforma globale della tassazione delle famiglie e delle imprese . “Il sistema fiscale è diventato molto complesso , quasi illeggibile , e i francesi troppo spesso non ne capiscono la logica e non sono convinti che quello che pagano è giusto e che il sistema è efficace “, afferma Jean- Marc Ayrault , in un’intervista con Echoes .

Per il premier , ” è giunto il momento per una revisione completa , in totale trasparenza , del nostro sistema fiscale “.
L’obiettivo finale è ” dire quello che dovrebbe essere il livello appropriato di spesa pubblica e come si fa a finanziare il progetto. ”
Jean- Marc Ayrault incontrerà  nei prossimi giorni tutte le parti sociali ” per parlare delle imposte, ma anche dell’occupazione , della formazione, degli investimenti e del potere d’acquisto .
L’impegno di François Hollande per unificare l’imposta sul reddito e il CSG “sarà parte del dibattito . ” L’obiettivo, spiega Jean – Marc Ayrault , è  ottenere regole più eque , più efficienti e più leggibili. “

Il premier assicura che sosterrà l’aumento dell’IVA deciso un anno addietro e che all’approssimarsi dell’entrata in vigore incontra sempre più opposizione.
Annullare l’ aumento dell’IVA in alcuni settori , sarebbe come ridiscutere il minor costo del lavoro Jean – Marc Ayrault . dichiara che il governo non distruggerà ciò che si sta cercando di costruire . Migliorare la competitività delle imprese è nell’interesse di tutti i francesi . “

Le chef du gouvernement se montre en revanche plus ouvert sur l’écotaxe, dont il a déjà annoncé la suspension et proposé la création d’une mission d’information pour l’améliorer. «Il faudra prendre le temps qu’il faut, rassure-t-il. Nous n’agissons pas dans l’urgence.» Le principe de l’écotaxe n’est pas en cause: «Cette taxe poids lourds sert aussi à faire payer nos routes et nos trains par les transporteurs étrangers, qui aujourd’hui les utilisent sans participation de leur part», rappelle Jean-Marc Ayrault.

Il capo del governo è essere più disponibile sulla tassa ambientale , di cui ha già annunciato la sospensione ed ha proposto la creazione di una commissione d’inchiesta per migliorarla .
“Ci vorrà il tempo necessario , rassicura . Noi non agiamo in fretta “Il principio delle imposte ambientali non è in discussione . ” Questa tassa a carico dei mezzi  pesanti serve a pagare le nostre strade e i nostri treni utilizzati da trasportatori stranieri.

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Lussemburgo ed Austria: no alle regola Europee sulla trasparenza bancaria

Il commissario europeo, Algirdas Semeta, ha invitato il Lussemburgo e l’Austria a collaborare per imporre maggiori regole di trasparenza alle banche.

Non è stato possibile raggiungere un accordo .

Eppure, il Commissario ha insistito: “Per il Lussemburgo e l’Austria, in particolare, è necessario riconoscere i cambiamenti che si sono verificati; il mondo si sta già muovendo e l’UE non deve restare indietro.”.

L’accordo politico sul progetto in materia di tassazione dei redditi da risparmio richiede il pieno sostegno di tutti i 28 ministri delle finanze dell’Unione europea entro la fine del 2013 . “L’era del segreto bancario sta volgendo al termine”, ha detto Semeta.. I Ministri devono legiferare adesso per lo scambio automatico di informazioni sui conti di risparmio personali. Questo per inviare un segnale chiaro ai nostri operatori e partner negoziali che l’Unione europea è seriamente intenzionata a combattere la frode fiscale.

Il Lussemburgo ha espresso la volontà di accettare questo principio entro il 2015 e di voler tenere in maggior conto le regole di trasparenza bancaria, ma non fintanto che Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco, Andorra e San Marino si siano anch’essi adeguati.
La dichiarazione del governo lussemburghese insiste sul fatto che “ogni passo verso un maggiore scambio di informazioni deve essere accompagnato da una maggiore ‘ parità ‘” con i paesi terzi, in particolare i paesi extracomunitari come la vicina Svizzera.

Il Lussemburgo, che, insieme con l’Austria ha a lungo bloccato o rallentato i progressi su questa misura vista come un passo fondamentale nel frenare l’evasione fiscale, sostiene che l’UE potrebbe offrire agli avversari un vantaggio competitivo .

Il Lussemburgo sostiene che le stesse norme devono essere applicate da tutti i maggiori centri finanziari al fine di evitare una fuga di capitali fuori dalla UE e preservare la capacità dell’UE di investire al fine di sostenere l’economia e la crescita.

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Svizzera: Il Consiglio federale discute delle attività informative

Il Consiglio federale nella sua seduta di mercoledì 13 novembre 2013 ha discusso del seguito da dare alle rivelazioni basate sui documenti di E. Snowden in merito alle possibili attività informative sul suolo svizzero. Ha preso atto degli accertamenti effettuati finora dai servizi competenti della Confederazione e ha proceduto a un esame delle misure ipotizzabili. Il Consiglio federale ha dato mandato ai dipartimenti interessati di approfondire questi accertamenti e lo studio delle misure prima di decidere definitivamente in merito.

Nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha preso atto degli accertamenti effettuati dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Fin dalle prime rivelazioni dei media, che si basavano sui documenti di Snowden, i servizi informazioni della Confederazione e i servizi diplomatici del DFAE hanno contatto i loro omologhi americani per richiedere chiarimenti. Nel giugno 2013, gli Stati Uniti hanno risposto per via diplomatica che rispettavano le leggi svizzere.

Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera non sia preservata dalle attività informative condotte da Paesi stranieri sul suo territorio. Condanna in modo fermo ogni attività di questo tipo che violi le leggi svizzere, chiunque ne sia l’autore. Come Paese ospite di numerose istituzioni internazionali, la Svizzera esorta i Paesi che potrebbero svolgere attività informative illegali in questo ambito a rispettare la confidenzialità dei lavori di queste organizzazioni.

Le attività informative, necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini, devono essere strettamente controllate dalle istanze giudiziarie e autorità competenti e rispettare nel miglior modo possibile la sfera privata.

Il Consiglio federale ha anche proceduto a un esame delle possibili misure tecniche di protezione e delle iniziative politiche in corso. La Svizzera è attiva sul piano multilaterale e con la Germania, l’Austria e il Liechtenstein ha depositato presso il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) un’iniziativa per la protezione della sfera privata nell’era di Internet. La Svizzera sostiene inoltre una risoluzione dell’ONU proposta dal Brasile e dalla Germania e in questo ambito si impegna affinché il diritto alla protezione della sfera privata sia trattato con un approccio basato sui diritti dell’uomo.

Il Consiglio federale continuerà a occuparsi della questione. La sua delegazione «Sicurezza» si è già riunita varie volte per trattare questo tema. Il Consiglio federale ha dato oggi un nuovo mandato ai dipartimenti interessati (DDPS, DFGP, DFAE, DFF) di approfondire gli accertamenti effettuati al fine di adottare misure definitive.

(Fonti ufficilai)

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Europa: Indennizzo vittime di reato, norme italiane insufficienti

La Commissione europea ha inviato un parere motivato all’Italia per la mancata attuazione della direttiva sul risarcimento delle vittime di reati violenti. Si tratta del secondo stadio della procedura d’infrazione, dopo il quale scatta il deferimento alla Corte di giustizia europea.

La direttiva comunitaria 2004/80 impone agli stati membri di definire uno schema ”equo e appropriato” di risarcimenti per le vittime di crimini violenti intenzionali.

”L’Italia – secondo Bruxelles – non ha alcuno schema generale di risarcimenti per tali crimini”. L’Italia ha preso le misure necessarie per aggiornare la legislazione nazionale e adeguarsi alle richieste delle normative comunitarie”. Alle autorità italiane sono ora concessi due mesi di tempo per rispondere, dopo i quali la Commissione europea potrà decidere di deferire il paese alla Corte di giustizia europea.

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Italia: Letta conferma che non ci sarà pagamento dell’IMU

Il Premier Enrico Letta ha dovuto riconfermare che pagamento del saldo 2013 della controversa imposta comunale sugli immobili ( IMU) sulle prime case , che sarà abolita nel 2014 pacchetto di proposte di bilancio del governo , non sarà messo in pagamento il prossimo mese.

 Attualmente all’esame in parlamento , la “Legge di Stabilità ” 2014 avrebbe dato attuazione alla decisione ( pre – annunciata nel mese di agosto ), che IMU sulle prime case sarà sostituita, a partire dal 1 gennaio del prossimo anno , all’interno di una nuova tassa di servizio che coprirà tutte le tasse locali attualmente in vigore , tra cui l’attuale imposta locale sui servizi ambientali e dei rifiuti.

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