Brexit: no-deal, informazioni per chi viaggia per lavoro

Esaminiamo di cosa le imprese hanno bisogno al fine di assicurarsi che il personale che viaggia in Europa dopo la Brexit non incontri difficoltà.

Visa

I viaggiatori britannici non hanno bisogno di una Visa per viaggiare nell’Unione Europea e possono muoversi liberamente tra i Paesi europei con un passaporto in corso di validità.

Dopo il 29 marzo 2019, in base agli accordi di reciprocità, i cittadini del Regno Unito che si recano nei Paesi dell’area Schengen per un breve periodo (90 giorni nell’arco di 180 giorni) possono viaggiare senza una Visa.

Tuttavia, potrebbero cambiare le cose: dal 2021, coloro che possiedono il passaporto inglese e intendono lavorare o stabilirsi in Europa per più di tre mesi devono presentare una domanda in anticipo (e pagare una tassa) allo European Travel and Authorisation System (“ETIAS”). I detentori di passaporto inglese dovranno compilare una domanda online e fornire le proprie generalità (ad esempio: nome, genere, data di nascita ecc.), i dati del passaporto o del titolo di viaggio, lo stato membro di ingresso, informazioni generiche circa lo stato di salute del soggetto richiedente, precedenti penali, nonché precedenti casi di immigrazione nell’ Unione Europea. Tali informazioni verranno confrontate con un registro di sicurezza degli ospiti prima che sia presa una decisione (anche se, in generale, la decisione viene presa in pochi minuti).

Questo tipo di Visa è simile all’ESTA Americana, che mira ad identificare chiunque rappresenti una minaccia per la sicurezza o altri rischi.

Passaporti

I passaporti britannici continueranno ad essere validi sino alla loro data di scadenza, ma se il Regno Unito lascerà l’Unione Europea senza un accordo, i possessori di passaporto inglese saranno trattati come cittadini di Paesi terzi dagli stati dell’area Schengen e saranno soggetti allo Schengen Boarder Code. Quest’ultimo prevede che i passaporti devono:

  1. essere stati rilasciati negli ultimi 10 anni; e
  2. avere almeno 3 mesi di ulteriore validità alla data in cui si intende partire dall’ultimo Paese visitato nell’area Schengen. Tuttavia, poiché i cittadini degli stati terzi possono rimanere nell’area Schengen 90 giorni (circa tre mesi), coloro che viaggiano per affari, i cui passaporti scadranno entro sei mesi a partire dal 29 marzo 2019, avranno bisogno di rinnovare il loro passaporto ora, al fine di evitare che gli venga negato l’accesso ai Paesi dell’area di Schengen.

Ai possessori di passaporto inglese non sarà permesso neanche usare le code “fast track” riservate ai cittadini dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo e dovranno tenere in considerazione il tempo in cui saranno tenuti ad attendere in coda prima di poter proseguire con i propri affari.

Guida ed assicurazione

Attualmente gli automobilisti del Regno Unito possono guidare in Europa senza difficoltà. Tutto ciò di cui hanno bisogno è una patente UK valida, un’adeguata polizza auto ed ogni equipaggiamento opportuno (come il triangolo di pericolo, il giubbotto catarifrangente, il kit di pronto soccorso ecc.).

Se usciamo senza un accordo, i conducenti che portino la loro auto di proprietà o ne noleggino una all’estero, potrebbero aver bisogno di un permesso di guida internazionale (International Driving Permit – “IDP”) e potrebbero averne bisogno di più di uno se viaggiano in differenti paesi dell’UE. Il Regno Unito rilascia tre tipi di IDP ai possessori di patente inglese ivi residenti: il 1926 IDP, il 1949 IDP e il 1968 IDP. A partire dal 28 marzo 2019, alcuni stati cesseranno di riconoscere la 1926 e la 1949 IDP ed è possibile che gli automobilisti abbiano bisogno del 1968 IDP per guidare. Questa disposizione verrà applicata dalla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, inclusi Belgio, Francia, Germania e Portogallo. In ogni caso, gli automobilisti che viaggiano in Spagna, Cipro, Islanda o Malta avranno bisogno del 1949 IDP.

L’Irlanda, invece, ha stabilito che i conducenti del Regno Unito non avranno bisogno di un permesso di guida internazionale.

Inoltre, gli IDP hanno una durata limitata. Possono essere ottenuti allo sportello dell’ufficio postale al costo di £5.50.

In merito alle assicurazioni, nel caso in cui non si raggiunga un accordo, i possessori di veicoli registrati nel Regno Unito, avranno bisogno di farsi rilasciare una Green Card dalla propria compagnia assicurativa, al fine di provare che hanno una copertura assicurativa per quando viaggiano all’estero (a meno che la Commissione Europea non revochi tale previsione). Se hanno un incidente, potrebbero dover presentare un reclamo contro l’altro conducente, ovvero contro la propria compagnia, nel Paese in cui l’incidente è avvenuto. Ciò comporterebbe che il reclamo debba essere presentato nella lingua propria di quel paese.

Costi per il traffico dati in roaming

Ai sensi della normativa europea, tutti i suoi cittadini hanno diritto ad usufruire gratuitamente del roaming. Questo significa che i cittadini britannici che viaggiano in Europa non devono più pagare per effettuare le chiamate, inviare messaggi o usare i dati che gli vengono applicati nel Regno Unito.

In più, gli operatori di rete mobile devono applicare di default un limite di spesa per l’uso dei dati mobili di 50 Euro (ed avvisare i viaggiatori nel caso in cui i loro dispositivi raggiungano l’80% e poi il 100% del limite di roaming dati prestabilito).

Nel caso in cui non vi sia un accordo, queste tutele spariranno e gli operatori telefonici potranno incrementare le tariffe per il roaming. Secondo l’amministrazione, la 3, la EE, la 02 e la Vodafone hanno affermato che non hanno intenzione di farlo, ma i viaggiatori d’affari dovranno effettuare un controllo con le proprie compagnie telefoniche prima di mettersi in viaggio.

Assicurazione sanitaria

Attualmente, i viaggiatori britannici che si recano in uno dei Paesi dell’Unione Europea hanno il diritto di ricevere cure pubbliche gratuitamente o ad un prezzo ridotto in ogni Paese dell’Unione. Sono tenuti a portare con sé la European Health Insurance Card (“EHIC”), che è disponibile gratuitamente e copre sia le patologie, sia le cure d’emergenza. Ciò significa che i soggetti con patologie croniche come, ad esempio, quelle che richiedono la dialisi quotidiana, possono viaggiare sapendo che riceveranno le cure alle stesse condizioni dei cittadini dei Paesi che stanno visitando. La EHIC card potrebbe non essere valida se recediamo senza un accordo ed il Governo ha consigliato ai viaggiatori di controllare quali tipologie di accordi sono vigenti nei Paesi che intendono visitare. L’amministrazione sostiene che sta “cercando degli accordi” con i Paesi in merito alle convenzioni di assistenza sanitaria per i cittadini del Regno Unito successivamente al 29 marzo, ma sino ad ora non è stata raggiunta alcuna intesa. I visitatori per motivi professionali dovrebbero sottoscrivere delle apposite assicurazioni di viaggio. Coloro i quali sono soggetti a condizioni sanitarie di lungo periodo devono aspettarsi significativi aumenti dei costi.

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