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Scozia: sostituirà imposta di bollo con imposta progressiva

Il Parlamento scozzese ha votato all’unanimità a favore della proposta di legge che prevede che, a partire dall’Aprile 2015, l’imposta di bollo territoriale sia sostituita da un’imposta progressiva sui terreni e sugli immobili.

Il Ministro delle Finanze John Swinney ha spiegato che le aliquote della nuova imposta non saranno annunciate prima del Settembre 2014, e forse non fino a una data più vicina all’entrata in vigore dell’imposta. Il Ministro ha spiegato ai parlamentari scozzesi che alcuni acquirenti saranno dovranno versare imposte più elevate, ma che è prevista un’aliquota dello 0% ed almeno altre due fasce d’imposta. Swinney ha spiegato che il nuovo sistema “soddisferà i bisogni della Scozia moderna del ventunesimo secolo,” e che questa misura aiuterebbe gli acquirenti della prima casa.

Swinney ha contrapposto la nuova imposta a quella di bollo applicata dal governo del Regno Unito, che ha definito “un approccio fiscale a placche” che ritiene causi una distorsione del mercato.

In risposta alle preoccupazioni sollevate dall’opposizione, Swinney ha anche confermato che viene posta molta attenzione sullo sviluppo di Revenue Scotland, l’autorità incaricata di riscuotere la nuova imposta.

La facoltà di determinare l’aliquota d’imposta è stata assegnata alla Scozia nel rispetto dei termini dello Scotland Act  2012, che concede limitata autonomia fiscale dal Regno Unito.

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Spagna: Imposta sugli immobili ritenuta discriminatoria viene rinviata alla Corte di Giustizia

La Commissione Europea ha rinviato alla Corte di Giustizia le normative fiscali spagnole in materia di tassazione degli immobili che ritiene essere discriminatorie.

La legge spagnola prevede che i profitti generati dalla vendita di una residenza permanente siano esenti da imposte se utilizzati per acquistare un’altra residenza permanente. Tuttavia, dal momento che solo coloro che risiedono in Spagna possono beneficiare dell’esenzione prevista da questa normativa, la Commissione ritiene che la legge in questione sia discriminatoria.

Per esempio, quando una residenza permanente che si trova in Spagna viene venduta e viene acquistata un nuovo immobile in un altro paese dell’Unione Europea, l’acquirente potrebbe essere tenuto a versare imposte. Se il residente decidesse invece di rimanere in Spagna, l’imposta non sarebbe applicata.

Secondo la Commissione, “questo è un ostacolo al libero movimento delle persone, dei lavoratori dipendenti e di quelli autonomi; viola quindi il Trattati dell’UE.”

Il rinvio alla Corte di Giustizia è l’ultimo passo nella procedura di infrazione della Commissione.

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Lussemburgo: sostiene la contestazione del Regno Unito alla FTT

Nel corso di una visita a Londra, Luc Frieden, Ministro delle Finanze del Lussemburgo ha rimarcato il proprio supporto alla decisione del Regno Unito di contestare l’autorizzazione di “cooperazione rafforzata” per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (in inglese, abbreviata FTT).

Il Regno Unito ha recentemente avviato una contestazione riguardante la legalità della FTT, che 11 paesi dell’Unione Europea intendono sottoscrivere nel rispetto delle direttive dell’UE sulla “cooperazione rafforzata” tra paesi membri.

Senza fornire ulteriori dettagli sulle modalità in cui il Lussemburgo intende sostenere la decisione del Regno Unito, il Ministro delle Finanze Frieden ha reso chiara la sua riluttanza a prendere parte in un’iniziativa che ritiene minacci la parità di condizioni tra i diversi centri finanziari.

Frieden aveva già annunciato la posizione del Principato in relazione alla FTT nel corso di un incontro tenutosi a Washington tra il Fondo Monetario Internazionale e la World Bank. Allora, il Ministro aveva sottolineato che è “essenziale” che venga raggiunto un consenso sugli obiettivi di questa tassa, e che questi siano poi “definiti chiaramente”. Frieden ha anche sottolineato l’importanza di analizzare le potenziali ripercussioni della tassa, in modo da assicurare che la crescita non sia poi influenzata dall’eventuale trasferimento di alcune transazioni e flussi di investimento.

In conclusione, il Ministro delle Finanze Frieden ha insistito che la tassa dovrebbe essere applicata in tutte le giurisdizioni dell’Unione Europea o, preferibilmente, a livello del G20, considerata la natura internazionale della tassa. Sull’eco di questa dichiarazione, anche il Fondo Monetario Internazionale ha raccomandato che la FTT sia applicata a livello globale.

In risposta alla decisione del Primo Ministro britannico, il Cancelliere austriaco Werner Faymann ha avvertito che l’opposizione alla cooperazione rafforzata è semplicemente un “segnale sbagliato” in un momento come questo in cui è necessario raccogliere urgentemente entrate fiscali per aree come l’istruzione e l’impiego giovanile. Faymann sostiene che la FTT abbia il campo di applicazione necessario per essere un investimento nel futuro dell’Europa. Il Cancelliere austriaco ha inoltre argomentato che anche il contributo del settore finanziario ai costi della crisi ha un impatto significativo. Faymann ha concluso dicendo che tutti gli 11 stati membri dell’UE stanno continuando a lavorare sull’introduzione della tassa.

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Portogallo: annuncia piani di ridurre l’imposta sui redditi delle società

Il Governo del Portogallo ha recentemente annunciato i dettagli riguardanti la strategia per la crescita, l’occupazione e lo sviluppo industriale, tra cui vi sono i piani di riformare il regime fiscale applicabile alle società.

Alvaro Santos, ministro portoghese dell’Economia e dell’Occupazione, ha descritto come la strategia di crescita del Governo sia basata su sette assi principali, che sono: la formazione e le qualifiche, il finanziamento, il consolidamento delle imprese, la promozione degli investimenti e della competitività fiscale, l’ internazionalizzazione, l’imprenditorialità e l’ innovazione, e le infrastrutture logistiche.

Pereira ha dichiarato che, al fine di promuovere gli investimenti e aumentare la competitività fiscale, il Governo intendere riformare e ridurre l’imposta applicata ai redditi delle società, in modo da rendere il paese più attraente per gli investitori esteri. Anche se Pereira non ha fornito alcun dettaglio specifico, ha fatto intendere che i tagli fiscali saranno significativi e che saranno implementati in modo graduale. Al momento, l’aliquota dell’imposta sulle società in Portogallo è del 24%.

Tra le misure previste dalla strategia di crescita vi sono i piani di sviluppare un programma a livello nazionale avente lo scopo di ridurre gli oneri burocratici. In questo contesto, Pereira ha sottolineato che è assolutamente necessario che il Portogallo semplifichi le procedure relative agli investimenti. Il Governo pianifica anche di promuovere l’imprenditorialità e l’innovazione mediante il programma “Start Up Portogallo”, e di migliorare il finanziamento dell’economia rafforzando il ruolo della banca pubblica CGD. Il Governo intende anche costituire un’istituzione finanziaria specializzata, in modo da dare alle piccole e medie imprese migliore accesso ai finanziamenti.

Concludendo, Pereira ha spiegato che il programma di crescita del Governo deve ancora essere discusso ed esaminato sia con i partiti di opposizione del paese che con i partner sociali.

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Isole Vergini Britanniche: smentiscono le accuse di evasione fiscale in seguito a fuga di notizie

In una dichiarazione alla stampa internazionale, il Premier delle Isole Vergini Britanniche, Orlando Smith, ha smentito una serie di report mediatici errati riguardanti informazioni trapelate su due società trust delle Isole Vergini Britanniche, difendendo l’adesione del territorio ai migliori standard internazionali e il suo atteggiamento di cooperazione in relazione agli sforzi globali volti a contrastare i crimini fiscali di qualunque forma.

Volendo fare chiarezza su questa situazione. Smith ha sottolineato che: “L’industria dei servizi finanziari delle Isole Vergini Britanniche è stata costruita nel corso di diversi decenni sulla base dei principi di integrità, vigilanza, affidabilità e trasparenza e in conformità a tutti gli standard internazionali pertinenti. Questo ha portato la comunità internazionale ad avere piena fiducia nella nostra giurisdizione, da cui è derivato l’uso frequente di società costituite nelle Isole Vergini Britanniche per una vasta gamma di transazioni commerciali. Alcuni degli articoli in questione riconoscono, infatti, che il nostro territorio è stato utilizzato principalmente come centro di attività commerciali e finanziarie legittime. Quando tuttavia non è stato così, abbiamo sempre collaborato con i nostri partner internazionali.”

“Le Autorità delle Isole Vergini Britanniche hanno quindi avviato un’inchiesta per verificare come le informazioni confidenziali siano state ottenute ed utilizzate al fine di attaccare l’industria dei servizi finanziari della giurisdizione, che opera in piena conformità alle direttive internazionali ed alla legge.”

“Possiamo assicurare a tutti coloro che svolgono attività presso le Isole Vergini Britanniche che, sulla base delle nostre conoscenze, questo è un incidente isolato. Non vi è alcun segnale di contagio o che la violazione sia in alcun modo sistemica. In aggiunta, possiamo confermare che non vi è stata alcuna violazione delle banche dati ufficiali delle Isole Vergini Britanniche.”

Continuando, il Premier ha sottolineato che “le Isole Vergini Britanniche non sono una giurisdizione basata sulla segretezza. Come membri del Global Forum dell’OCSE,  abbiamo sottoscritto 22 accordi sullo scambio di informazioni fiscali e stiamo portando avanti negoziazioni in materia con più di altri 10 paesi. Inoltre, le Isole Vergini Britanniche condividono le informazioni quando vengono avanzate richieste legittime da altri paesi che hanno sottoscritto gli accordi. Operiamo efficaci regimi di cooperazione internazionale e continueremo ad assistere le autorità estere  mediante i processi di assistenza legale multilaterale, assicurando che siano adempiti i nostri obblighi legali.”

“Assumiamo pieno impegno per quanto riguarda la piena ed efficace implementazione degli standard internazionali in materia di scambio di informazioni, di lotta al riciclaggio di denaro ed alle altre forme di crimini fiscali.”

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Il Regno Unito avvia una contestazione sulla tassa FTT

Il Regno Unito ha avviato una contestazione in relazione alla tassa sulle transazioni finanziare (in inglese, financial transaction tax o FTT), che 11 paesi dell’Unione Europea intendono sottoscrivere nel rispetto delle direttive dell’UE sulla “cooperazione rafforzata” tra paesi membri.

La contestazione è stata presentata nella data termine, e segue il consiglio pervenuto questo mese dal Comitato per l’Unione Europea della Camera dei Lord secondo il quale il Governo dovrebbe richiedere “una consulenza legale urgente” su questa questione. Il Comitato ha ammonito sulle “conseguenze negative di vasta portata per le istituzioni residenti nel Regno Unito,” ed ha accusato il Governo di “compiacenza”. Il Comitato ha spiegato in una lettera che le istituzioni finanziarie britanniche sarebbero soggette alla tassa quando lavorano con paesi che hanno sottoscritto la FTT; ha anche denunciato la carenza di informazioni sulle modalità di riscossione dell’imposta e sulle ripercussioni che questa avrà sui sussidiari che si trovano al di fuori dell’area di applicazione.

È stato riportato che nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Washington, il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne ha dichiarato: “Siamo preoccupati in relazione agli aspetti extra-territoriali della proposta per la tassa avanzata dalla commissione; ritengo che questa sia una preoccupazione condivisa da altri paesi.” Ha aggiunto che il Regno Unito non era contrario al principio della FTT, nonostante il Primo Ministro britannico abbia in passato definito questa tassa come “pura follia.”

Gli undici paesi che prevedono di introdurre la tassa sono: Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. Il Commissario dell’UE per la Tassazione, Argirdas Semeta, sostiene che la tassa avrà un costo “molto basso”, e che la cooperazione su questa questione rafforzerà il Mercato Interno.

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La Commissione europea ammonisce l’Ungheria in materia fiscale

In una dichiarazione che ha sollevato ampie preoccupazioni circa lo stato di diritto dell’ Ungheria, la Commissione Europea ha denunciato i piani del paese di richiedere versamenti obbligatori ai suoi cittadini, come una “tassa ad – hoc”,  ogni qualvolta il paese riceva una sanzione per non avere rispettato le normative dell’UE

Viviane Reading, vice presidente della Commissione europea e Commissario  europeo per la Giustizia, ha rilasciato la dichiarazione a nome della Commissione nel corso di una seduta pleanaria tenutasi al Parlamento europeo. Reading ha sostenuto che la richiesta di versamenti obbligatori penalizzerebbe doppiamente i cittadini dell’Ungheria: in primo luogo, perché non vengono fatti valere i loro diritti nel rispetto del diritto comunitario, e anche per dover fare dei pagamenti nonostante la penalizzazione sia stata confermata dalla Corte di Giustizia Europea. Reading ha avvertito che questo potrebbe avere ripercussioni sull’autorità’ della CGE e potrebbe costituire una violazione del Trattato dell’Unione Europea.

Questo requisito compare nell’Articolo 17 del Quarto Emendamento alla legge fondamentale dell’Ungheria, adottato dal parlamento ungherese in Marzo. Reading ha spiegato che prima dell’introduzione di questo emendamento, il presidente della Commissione, Jose ha contattato il Primo Ministro Viktor  Orbán per avvertirlo che l’emendamento non sarebbe stato conforme alle normative dell’UE e al principio di stato di diritto.

Oltre alla tassa “ad – hoc” introdotta dal Quarto Emendamento, la Commissione è anche preoccupata a causa degli ampi poteri conferiti al Presidente dell’ Ufficio Nazionale della Magistratura, grazie ai quali egli è in grado di trasferire un processo da un tribunale ad un altro. Sono causa di preoccupazione anche le restrizioni poste sulla propaganda politica.

Reding ha confermato che la Commissione sta conducendo un’analisi legale della situazione e che, se appropriato, ricorrerà a misure di infingimento. Il vice presidente ha aggiunto che la Commissione stava lavorando a stretto contatto con la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, la quale a metà Giugno esprimerà la sua opinione in relazione alla compatibilità con i principi di stato di diritto.

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Isole Cayman: non subiranno le ripercussioni dell’implementazione dell’atto FACTA

Gonzalo Jalles, Amministratore Delegato di Cayman Finance, l’agenzia promozionale dell’industria di servizi finanziari delle Isole Cayman, ha discusso le implicazioni dell’atto FACTA statunitense sul settore bancario del territorio, esprimendo le proprie perplessità sulla probabilità che questo regime possa essere replicato a livello globale.

In una dichiarazione al quotidiano The Cayman Islands Journal, Jalles ha spiegato che le isole Cayman, mosse dal desiderio di liberarsi di qualunque forma di associazione alla facilitazione dell’evasione fiscale, hanno concordato di stipulare un Accordo Intergovernativo di Modello 1 con gli Stati Uniti. Jalles ha posto l’accento sul fatto che le informazioni rilasciate nell’ambito dell’atto FACTA saranno controllate in modo incrociato con le dichiarazioni dei redditi individuali e ha dichiarato che, in questo modo, “se qualcuno pensa (erroneamente) che un conto bancario presso le isole Cayman possa essere utilizzato per nascondere redditi imponibili, questo sarà reso ora assolutamente impossibile”.

“Non vogliamo che le isole Cayman siano utilizzate per evadere le tasse… nel corso degli anni passati abbiamo dimostrato il costante desiderio di aiutare gli altri paesi a far rispettare le loro leggi in materia fiscale.”

Nel tentativo di smentire idee sbagliate secondo le quali l’industria finanziaria delle Cayman sarebbe costruita attorno “a qualche sorta di struttura di riservatezza o di evasione fiscale, ” Jalles ha dichiarato che il Governo è fiducioso che la maggiore trasparenza del settore bancario non avrà ripercussioni sulla prosperità delle isole come centro finanziario offshore.

Jalles ha anche sottolineato: “La nostra industria finanziaria offre una struttura fiscalmente efficace per le transazioni. Fiscalmente efficace, “ ha continuato, “non è un modo articolato per descrivere l’evasione fiscale; significa invece che ciascun investitore o investimento versa le dovute imposte nel luogo dove l’investitore è residente o dove viene fatto l’investimento, senza che venga applicato un secondo strato di imposte.”

Jalles ha ciò nonostante sollecitato coloro che hanno delle imposte non versate ad essere consapevoli dell’ampio campo di applicazione dell’atto FACTA statunitense e, se necessario, a richiedere una consulenza professionale. Egli ha fatto notare che “grazie all’atto FACTA, le autorità statunitensi riceveranno informazioni relative ad ogni conto bancario in qualche modo collegato agli Stati Uniti”… “Questo include, ma non si limita a, le persone nate negli Stati Uniti (anche se non vi sono mai state residenti), qualunque conto con indirizzo statunitense, qualunque conto il cui firmatario sia statunitense, ecc. Di fatto, se l’intermediario finanziario ha il sospetto che alcuni dettagli presenti sul conto indichino un collegamente agli Stati Uniti, è allora tenuto a richiedere ulteriori informazioni al cliente e, nel caso in cui le informazioni fornite non siano sufficienti, a segnalare il conto in questione.”

Jalles ha detto: “Se tu stesso o un membro della tua famiglia ha qualunque collegamento con gli Stati Uniti, e se non hai presentato le dichiarazioni dei redditi negli Stati Uniti, allora ti trovi di fronte ad un lavoro serio e costoso. Se sei una società che non è un intermediario ma hai un firmatario, un indirizzo, operazioni, un amministratore, un azionista importante, ecc. in qualche modo collegati agli Stati Uniti, l’atto FACTA potrebbe riguardarti ”. Egli ha continuato raccomandando di “richiedere una consulenza professionale”.

Secondo Jalles, il conformarsi all’atto FACTA statunitense era inevitabile per le Isole Cayman. Le altre opzioni a disposizione del territorio erano semplicemente non attuabili; avrebbero infatti implicato che le istituzioni finanziarie delle Isole Cayman sottoscrivessero l’atto FACTA individualmente o che versassero una ritenuta alla fonte del 30% su ogni transazione in dollari americani.

Jalles ritiene tuttavia che l’atto FACTA degli Stati Uniti non sarà implementato da altre nazioni avanzate del mondo. Egli ha sottolineato come gli Stati Uniti si trovassero in una posizione unica, potendo fare leva sull’ampio uso del dollaro americano per obbligare gli altri territori a sottoscrivere l’atto. Jalles ha continuato dicendo che il Regno Unito dovrà affrontare una sfida maggiore per raggiungere l’adozione globale della sua iniziativa, dal momento che la sterlina britannica non ricopre un ruolo equamente importante nelle transazioni internazionali.

“Al momento, il Regno Unito non ha cercato di imporre ad altri paesi forme di segnalazione similari; tuttavia, anche se la sterlina britannica è moneta forte, non è comunque considerata la valuta di riserva mondiale. Se fossero implementate normative FACTA, è quindi probabile che alcuni paesi non le sottoscriverebbero e che molte società sceglierebbero di non utilizzare la sterlina nelle loro transazioni.” “In modo similare, è poco probabile che altri paesi siano in grado di implementare un modello di segnalazione analogo a quello richiesto dall’atto FACTA nel modo in cui è stato implementato dagli Stati Uniti”, ha detto Jalles.

L’Amministratore Delegato di Cayman Finance ha concluso dicendo: “E’ chiaro che il mondo si sta muovendo verso lo scambio automatico d’informazioni; una replicazione dell’atto FACTA in ogni paese del mondo è tuttavia improbabile. Mi aspetto che l’implementazione di iniziative future di segnalazione proattiva sia una conseguenza di negoziazioni multilaterali.”

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La HMRC pubblica direttiva GAAR

La HM Revenue & Customs ha pubblicato una direttiva che dovrà essere seguita dai tribunali nell’esaminare casi relativi alla nuova Regola Generale Anti-Elusione, abbreviata in inglese GAAR, adottata dal Regno Unito.

La direttiva, che è stata redatta utilizzando un linguaggio non specialistico, riassume gli obiettivi della GAAR e i modi in cui la HMRC intende raggiungerli.  Il gruppo consultivo ad interim sulla GAAR ha approvato quattro sezioni che dovranno essere considerate da corti e tribunali fiscali come un supporto all’interpretazione e all’applicazione delle normative GAAR incluse nella legge finanziaria per il 2013.

Il documento respinge esplicitamente un approccio che è stato in precedenza adottato nel formulare decisioni giudiziarie, consentendo che fossero attuati schemi di evasione fiscale che però non violavano alcuna normativa di legge. Il documento avverte inoltre che: “La tassazione non deve essere considerata come un gioco nel quale i contribuenti possono dedicarsi a mettere in atto schemi ingegnosi aventi lo scopo di eliminare o ridurre le imposte dovute.”  Al contrario, vi è ora un limite posto dalla legge che viene raggiunto “quando gli schemi messi in atto dal contribuente vanno oltre a ciò che può essere considerato un corso di azione ragionevole.”

Questo test di “doppia ragionevolezza” è descritto nel documento guida come uno strumento di “salvaguardia” per assicurare  che sia concesso al contribuente il dubbio di ragionevolezza;  la HMRC mantiene l’onere di fornire le prove necessarie. Il documento guida assicura inoltre che gli aggiustamenti applicabili saranno “giusti e ragionevoli” e che non comporteranno alcun evento di doppia tassazione. Prima di poter applicare le direttive GAAR, i funzionari della HMRC sono inoltre tenuti a ottenere l’approvazione di un pannello consultivo indipendente. Possono tuttavia essere applicate sanzioni alle dichiarazioni dei redditi personali nei casi in cui “fosse evidente” che lo schema attuato era abusivo.

La regola GAAR è applicabile alle imposte sul reddito e sulle plusvalenze capitali, sulla tassa di successione, sulle imposte sul reddito delle società (e su imposte equivalenti), sull’accisa sulla benzina, sull’imposta di bollo sui terreni e su quella annuale sugli immobili residenziali ad alto valore catastale. Una normativa separata applicherà la GAAR ai contributi di previdenza sociale.

Il pannello consultivo ad interim sulla GAAR ha portato a termine le proprie attività in data 15 aprile ed e ora stato sostituito da un pannello permanente il cui presidente è Patrick Mears, precedentemente partner e capo del dipartimento fiscale presso lo studio legale Allen & Overy.

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Svizzera: Il Presidente mantiene la propria posizione in relazione alla strategia fiscale della Confederazione

Il Presidente svizzero Ueli Maurer  ha insistito che la Svizzera “non è tenuta a modificare la propria strategia fiscale”.

Nel corso di un’intervista con il quotidiano Matin Dimanche, Maurer ha voluto fare chiarezza sul fatto che la Svizzera ha ancora la possibilità di scegliere se accettare o meno lo scambio automatico di informazioni sui depositi bancari, nonostante la recente decisione del Lussemburgo di introdurre entro il 2015 un meccanismo di questo tipo per quanto riguarda i pagamenti di interessi. Pur riconoscendo che ci troviamo in un “momento pericoloso per la Svizzera”, Maurer ha continuato argomentando che, a differenza del Lussemburgo, la Svizzera non è un membro dell’Unione Europea e che la Confederazione è già conforme allo standard posto dall’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Maurer ha dichiarato che “in questo momento non c’è motivo per adottare una strategia differente”.

Il Presidente svizzero ha inoltre ipotizzato che solo una pressione proveniente dall’interno potrebbe costringere la Confederazione a cambiare la propria posizione. Maurer ha sottolineato l’importanza che la Svizzera mantenga la sua linea strategica e non si faccia influenzare dagli sviluppi attualmente in corso in Europa. Maurer ha fatto notare come lo scambio automatico di informazioni bancarie non sia una problematica né in Asia né negli Stati Uniti, e non dovrebbe quindi essere considerato tale nella Confederazione.

Il Presidente svizzero ha alluso alle concessioni già fatte dalla Svizzera, riferendosi all’ atto FACTA recentemente concluso con gli Stati Uniti. Maurer ha sottolineato come il segreto bancario non abbia più la stessa importanza di due, tre anni fa, facendo notare che i punti di forza del centro finanziario della Svizzera sono la stabilità politica, l’affidabilità’ e la credibilità che, secondo il Presidente, sono gli aspetti che attraggono la clientela internazionale.  Maurer ha riconosciuto come in ogni sistema fiscale ci siano scappatoie che è necessario correggere; egli ha inoltre ribadito come lo stato debba “assolutamente rispettare la sfera privata.”

Difendendo la posizione della Svizzera, l’Associazione Svizzera dei Banchieri (ASB) ha rilasciato una dichiarazione sottolineando l’impegno degli istituti bancari della Confederazione a seguire una strategia di tassazione dei fondi, con lo scopo di gestire in futuro solamente fondi che sono conformi alle norme in materia di imposizione fiscale. L’Associazione ha evidenziato che, dal marzo del 2009, le banche hanno anche supportato l’adesione agli standard globali posti dall’OCSE per quanto riguarda l’assistenza amministrativa su questioni fiscali. L’Associazione ha anche rimarcato che, anche nel caso di eventuali sviluppi, gli istituti bancari della Svizzera continueranno ad aderire a questi standard globali.

Facendo eco alle opinioni di Maures, l’ASB ha aggiunto: “Il Comitato del Consiglio di Amministrazione della Associazione dei Banchieri esamina su base continuativa tutte le possibilità di intervento. Quest’attività di analisi ha dimostrato che lo scambio automatico di informazioni con l’UE non è un’opzione per le banche svizzere, dal momento che la Svizzera è un paese terzo a cui può quindi essere solo richiesto di applicare misure equivalenti. Oltre a questo, non c’è per il momento alcun mandato di negoziazione da parte dell’UE.”

L’ASB ha concluso: “Nel contesto di questa equivalenza, le banche svizzere sono pronte a discutere l’ampliamento dell’accordo concluso con l’UE in relazione alla tassazione dei redditi da risparmio.”

Il Ministro delle Finanze della Svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf, ha anche recentemente alluso che la Confederazione potrebbe essere pronta a fare ulteriori concessioni nei confronti dell’UE. Widmer-Schlumpf ha dichiarato che, anche se la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, è ovviamente necessario trovare una soluzione con l’UE.

Widmer-Schlumpf ha tuttavia sottolineato che la situazione non è sostanzialmente cambiata e che la Svizzera è un luogo d’affari con orientamento globale. Il Ministro delle Finanze ha anche avvertito che, fintanto che i centri finanziari degli Stati Uniti e dell’Asia continueranno a rifiutare lo scambio automatico di informazioni, questo non potrà essere considerato come standard internazionale. Widmer-Schlumpf ha argomentato che diversi standard possono coesistere, e ha continuato difendendo il modello di ritenuta alla fonte applicato dalla Confederazione.

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