Germania: il governo tedesco emana il Draft Act sulle class actions

Come concordato nell’accordo di Coalizione dell’attuale governo tedesco, il 9 maggio 2018 il Ministero federale della giustizia ha presentato ufficialmente la legge sui procedimenti del modello dichiarativo (“il Draft Act”), dopo lunghe negoziazioni dell’ultimo minuto all’interno del governo.

Il Draft Act, se approvato, darebbe alle istituzioni qualificate il diritto di far valere le pretese legali a nome delle varie categorie di consumatori con lo scopo di ottenere delle decisioni. Il progetto e` quello di rendere esecutivo il Draft Act entro il 1 novembre 2018.

La Commissione Europea ha pubblicato una proposta che si muove nella stessa direzione, e i suoi suggerimenti vanno ben oltre la proposta di legge emanata dal Governo tedesco. La Germania quindi si sta già impegnando al fine di anticipare la prossima legislazione in materia, sebbene il Draft Act non sia stato ancora reso esecutivo. Pertanto si prevede che in questo ambito del diritto verranno intraprese azioni specifiche – e potenzialmente divergenti – a livello degli Stati Membri e dell’UE.

Presentato dal Ministero federale della giustizia tedesca, il Draft Act, se approvato, assegnerebbe alle istituzioni qualificate il diritto di proporre azioni collettive per le categorie di consumatori, al fine di ottenere un giudizio dichiarativo. L’attuazione del Draft Act e` prevista per il 1 novembre 2018.

Elementi fondamentali del Draft Act

Un’azione relativa ad un reclamo o ad un rapporto giuridico tra un consumatore e una società puo’ essere sollevata da qualsiasi istituzione qualificata che è stata registrata per quattro anni ai sensi della Legge tedesca sui provvedimenti ingiuntivi o (straniera) con la Commissione europea ai sensi della Direttiva 2009/22 / CE. Inoltre, l’istituzione deve essere composta da 10 associazioni o 350 persone fisiche. Non può ricevere più del 5% dei suoi mezzi finanziari da persone giuridiche e non può utilizzare procedimenti standard al fine di ottenere profitto.

Per avviare i procedimenti in questione, l’associazione dei consumatori deve dimostrare di rappresentare 10 consumatori identificati che sono coinvolti. L’avvio dei procedimenti non impedisce ai consumatori di presentare reclami individuali. Una volta che è stato avviato il procedimento standard, nessun ulteriore procedimento standard può essere avviato sulla base dei medesimi fatti contro lo stesso convenuto.

Affinché il procedimento venga esaminato dal tribunale, 50 richiedenti devono aderire al reclamo registrando la propria domanda in appositi registri entro un periodo di due mesi.

Qualsiasi consumatore vittima delle presunte violazioni ha il diritto di aderire al procedimento standard in corso registrando la propria richiesta almeno un giorno prima dell’udienza.

Qualsiasi consumatore che abbia già aderito al procedimento standard può recedere dal procedimento.

I procedimenti standard vengono risolti mediante l’emissione di una sentenza dichiarativa da parte del tribunale o mediante regolamento.

Le conclusioni della sentenza dichiarativa del tribunale hanno effetto vincolante per qualsiasi consumatore che abbia avuto accesso al procedimento prima dell’udienza. Sulla base di queste risultanze, il consumatore può avviare un procedimento individuale per danni.

In alternativa, l’istituzione qualificata può risolvere il contenzioso per conto di tutti i consumatori registrati. Qualsiasi accordo deve essere approvato dal tribunale competente, che concederà l’approvazione nel caso in cui l’accordo tra le parti costituisca un “accordo amichevole adeguato”. L’accordo diventa valido a meno che il 30% o più di tutti i consumatori registrati scelga esplicitamente di rinunciarvi.

Il diritto di avviare un procedimento standard e` concesso a qualsiasi istituzione qualificata registrata ai sensi della Injunctive Relief Act (Unterlassungsklagegesetz) o della Direttiva 2009/ 22 / CE. La questione relativa a chi dovrebbe avere il diritto di promuovere un reclamo e’ stata abbondantemente affrontata durante la preparazione del Draft Act, in quanto vi e` una legittima preoccupazione che il diritto di agire possa essere abusato.

L’attuale proposta di legge mostra l’applicazione di alcune limitazioni al diritto di agire. In particolare, il requisito secondo cui un’istituzione qualificata registrata per quattro anni impedirà la creazione di tali istituti per il solo scopo di poter presentare istanze di procedimento standard.

Tuttavia, tali limitazioni non eliminano del tutto la preoccupazione che un’istituzione qualificata ammissibile possa collaborare con finanziatori di terze parti e / o studi legali specializzati in azioni collettive o reclami di gruppo. Tale combinazione potrebbe essere altamente redditizia per lo studio legale o per il finanziatore del contenzioso e, allo stesso tempo, non comprometterebbe il diritto dell’istituzione qualificata di agire in giudizio.

Inoltre, la logica alla base del Draft Act era quella di migliorare i diritti dei consumatori superando la cosiddetta “razionale mancanza di interesse” che un consumatore si trova di fronte quando presenta una richiesta di rimborso per una piccola somma di danno. Tuttavia, ai sensi del Draft Act, ogni consumatore dovrebbe comunque completare un processo di due fasi. In primo luogo, il consumatore dovrebbe dar luogo o aderire a una richiesta presentata da un ente qualificato al fine di ottenere un giudizio dichiarativo. In secondo luogo, il consumatore dovrebbe promuovere una richiesta di risarcimento a parte.

Non si sa tuttavia se i consumatori vorranno passare attraverso un processo così complesso in caso di danni di piccola entità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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