Belgio: le autorità fiscali intensificano i controlli sugli sportivi non residenti

Le autorità fiscali belghe hanno avviato verifiche sistematiche sugli atleti professionisti che operano nel Paese.
Club stranieri, organizzatori ed agenti devono ora padroneggiare le regole belghe e le convenzioni internazionali per evitare sanzioni, anche retroattive.
Ecco cosa c’è da sapere e come si comportano le altre principali giurisdizioni sportive.

La base giuridica: l’articolo 17 del Modello OCSE

Il punto di partenza è l’articolo 17 del Modello di Convenzione Fiscale OCSE, che attribuisce allo Stato in cui un atleta svolge la propria attività il diritto di tassare i relativi redditi, indipendentemente dal fatto che l’atleta sia dipendente o libero professionista, e indipendentemente dalla sua residenza fiscale.

La definizione di “atleta” è volutamente ampia: include calciatori, tennisti, golfisti, piloti, nuotatori e qualsiasi altro sportivo professionista.

Rientrano nell’ambito di applicazione:

•      Stipendi e premi da prestazione: compensi per la partecipazione a eventi o competizioni sul territorio belga, inclusa la quota proporzionale di stipendio fisso.

•      Premi di federazioni e organizzatori: riconoscimenti corrisposti per la partecipazione a eventi specifici in Belgio.

•      Sponsorizzazioni e diritti d’immagine: esclusi dall’art. 17 salvo che siano strettamente connessi a una prestazione specifica in Belgio.

Come funziona la tassazione in Belgio: la regola dei 30 giorni

Il cuore della normativa belga per gli sportivi non residenti ruota attorno a una soglia temporale precisa: i 30 giorni di presenza sul territorio per attività sportiva nel corso dell’anno fiscale.

Meno di 30 giorni:

•      Si applica una ritenuta definitiva del 18% sul reddito netto.

•      La ritenuta è operata dal datore di lavoro o dall’organizzatore.

•      Se applicata correttamente e l’atleta non ha altri redditi belgi, non è richiesta la dichiarazione dei redditi per non residenti.

Più di 30 giorni:

•      Non si applica la ritenuta definitiva del 18%

•      Il datore di lavoro deve applicare le normali ritenute sui salari (con norma specifica per i giovani atleti)

•      L’atleta deve presentare la dichiarazione dei redditi per non residenti in Belgio

Quando la ritenuta del 18% viene applicata correttamente e l’atleta non ha altri redditi di fonte belga, l’obbligo dichiarativo cessa. Ma se la ritenuta non è stata trattenuta o è stata applicata in misura errata il problema ricade sul club o sull’organizzatore che ha effettuato il pagamento.

I controlli in aumento: cosa sta succedendo

Le autorità fiscali belghe hanno significativamente intensificato la propria attività di verifica, con un approccio che si sta rivelando sia più sistematico che retroattivo.

Club stranieri nel mirino: i club esteri vengono contattati direttamente quando le autorità scoprono che non è stata presentata la dichiarazione o non è stata applicata la ritenuta del 18%.

Viene richiesto di regolarizzare la posizione o di contattare individualmente ogni atleta coinvolto.

Verifica retroattiva: le autorità stanno verificando la conformità fiscale anche per partite e tornei disputati negli anni precedenti.
Club e atleti potrebbero essere chiamati a sanare inadempienze passate, con possibili sanzioni amministrative o penali.

Il messaggio è chiaro: non è più sufficiente gestire la questione a posteriori.

La valutazione preventiva degli obblighi fiscali belgi prima di qualsiasi evento sul territorio è diventata una necessità operativa per tutti gli attori coinvolti.

Fiscalità degli sportivi non residenti: confronto internazionale

Il Belgio non è un caso isolato.

La tassazione degli atleti che operano al di fuori del loro Paese di residenza è un tema complesso in evoluzione in molte giurisdizioni.

Ecco come si comportano i principali Paesi di interesse sportivo.

FRANCIA

Ritenuta ordinaria: 15% sul netto; fino al 75% per Paesi non cooperativi
La Francia applica una ritenuta alla fonte sui redditi corrisposti a sportivi non residenti per prestazioni sul territorio francese.
Le convenzioni contro la doppia imposizione spesso riducono l’aliquota effettiva.
I diritti d’immagine collegati a una prestazione francese sono ugualmente soggetti a ritenuta.

MONACO

Nessuna imposta sul reddito personale (salvo cittadini francesi)
Il Principato non applica imposte sul reddito delle persone fisiche residenti.
Gli sportivi residenti a Monaco che percepiscono redditi da prestazioni all’estero possono tuttavia essere tassati nei Paesi in cui operano ai sensi dell’art. 17 OCSE.
La rete limitata di convenzioni fiscali monegasche può generare situazioni di doppia imposizione.

ITALIA

Ritenuta: 30% sul lordo
L’Italia applica una ritenuta a titolo d’imposta del 30% sui compensi corrisposti a sportivi non residenti per prestazioni effettuate sul territorio italiano.
La ritenuta è operata dal sostituto d’imposta (club o organizzatore).
Il regime fiscale dei nuovi residenti (flat tax da 100.000 euro) ha reso l’Italia attrattiva per atleti che scelgono di trasferirvi la residenza.

AUSTRALIA

Aliquote da 32,5% a 47% per non residenti
L’Australia tassa i redditi degli sportivi non residenti derivanti da prestazioni sul territorio australiano.
Non è previsto il tax-free threshold per i non residenti.
La normativa australiana prevede anche disposizioni specifiche per i redditi da eventi sportivi internazionali organizzati in Australia.

USA

Ritenuta: 30% sul lordo (salvo convenzione)
Gli Stati Uniti applicano una ritenuta del 30% sul reddito lordo corrisposto a sportivi non residenti. Il calcolo si basa sulla cosiddetta “athlete’s rule”: i proventi totali dell’atleta, inclusi contratti di endorsement, vengono ripartiti in base ai giorni trascorsi negli USA rispetto ai giorni totali di attività nell’anno. Questa regola può generare una base imponibile americana molto più ampia di quanto l’atleta si aspetti.
Il confronto mostra che ogni giurisdizione ha le proprie specificità, ma il principio di fondo, tassare dove si svolge l’attività, è universalmente applicato.
La differenza principale riguarda l’aliquota, la base imponibile (netta o lorda) e la complessità degli obblighi dichiarativi.

Cosa devono fare ora club, organizzatori e atleti

Alla luce di questi cambiamenti, è essenziale adottare un approccio preventivo e strutturato:

→   Valutare preventivamente gli obblighi fiscali belgi prima di qualsiasi evento, partita o torneo sul territorio.

→   Verificare se la soglia dei 30 giorni è stata o potrebbe essere superata per ciascun atleta coinvolto.

→   Assicurarsi che la ritenuta del 18% venga applicata e versata correttamente dal datore di lavoro o dall’organizzatore.

→   Controllare la posizione fiscale degli anni precedenti: le autorità belghe stanno verificando anche la conformità pregressa.

→   Per gli atleti con presenza superiore a 30 giorni, verificare l’obbligo di dichiarazione dei redditi per non residenti.

→   Considerare l’applicabilità di convenzioni contro la doppia imposizione tra il Belgio e il Paese di residenza dell’atleta.

→   Per club e organizzatori internazionali, estendere la stessa analisi preventiva alle altre giurisdizioni in cui operano.

L’intensificazione dei controlli belgi è un segnale di un trend più ampio: le amministrazioni fiscali europee stanno dedicando risorse crescenti alla verifica della conformità degli sportivi non residenti.
Il costo dell’inadempienza, sanzioni, interessi e danni reputazionali, supera di gran lunga quello di una pianificazione fiscale preventiva.
Club, agenti e atleti che operano a livello internazionale farebbero bene a dotarsi di procedure strutturate per gestire questi obblighi in ogni giurisdizione in cui sono presenti.