Insolvenza aziendale a Mauritius: doveri e responsabilità degli amministratori

Se un amministratore non convoca una riunione del consiglio per decidere sulla nomina di un liquidatore o amministratore e, in quel momento, la società non può pagare i propri debiti e viene poi posta in liquidazione, la Corte Suprema può, su richiesta del liquidatore o di un creditore, dichiarare l’amministratore responsabile, in tutto o in parte, delle perdite subite dai creditori a causa della prosecuzione dell’attività.

Gli amministratori non sono personalmente responsabili dei debiti societari verso terzi, ma possono essere soggetti a sanzioni civili o penali previste dalla legge sulle società e, in alcuni casi, esclusi dall’incarico di amministratore in altre società.

Un amministratore non è responsabile delle passività della società se, al momento della contrattazione, riteneva con ragionevole certezza che la società potesse pagare i propri debiti alla scadenza, oppure se aveva approvato la nomina di un liquidatore o amministratore durante una riunione del consiglio convocata per valutarla.

In alcune circostanze, secondo la common law, gli amministratori hanno l’obbligo di agire nell’interesse di tutti i creditori della società, non di singoli.

Quando questo obbligo si applica, gli amministratori devono gestire la società senza compromettere gli interessi complessivi dei creditori. Sebbene sia previsto un “dovere verso i creditori”, solo la società o il liquidatore può agire in caso di violazione, non i creditori stessi.

Questo obbligo di common law si applica quando la società è in prossimità dell’insolvenza o sta per dichiararsi insolvente.

Con la nomina di un amministratore, di un curatore fallimentare o di un liquidatore, gli amministratori restano formalmente in carica, ma i loro poteri e funzioni sono fortemente ridotti e si limitano a compiti residuali della nomina della figura incaricata.

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