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BREXIT: Una zona franca fiscale all’interno della City

Il Governo Inglese ha recentemente comunicato che intende negoziare un rapporto unico con l’Unione Europea dopo la Brexit. Si spera che gli accordi saranno adeguati per il Regno Unito e specialmente per Londra, dal momento che rappresenta un importante centro finanziario internazionale. Una serie di modelli esistenti sono stati discussi e saranno senza dubbio analizzati, con delle variazioni, da parte del Governo. Vi sono nuove opportunità che potrebbero essere sfruttate in Gran Bretagna dopo la Brexit, ossia istituire una “zona franca fiscale” a Londra. Ciò consentirebbe al Regno Unito di adottare un duplice approccio nei confronti dei servizi finanziari dopo la Brexit. Il Regno Unito nel suo complesso potrebbe adottare un’impostazione basata sull’equivalenza o scegliere un’altra via per la regolamentazione dei servizi finanziari e consentire l’accesso al mercato unico in modo tale che gli istituti finanziari possano continuare a fornire servizi transfrontalieri nell’Unione Europea così come sta avvenendo allo stato attuale. Separatamente, la zona franca fiscale permetterebbe di adottare un approccio molto più aperto di libero mercato e la regolamentazione all’interno di tale zona è soggetta a stretti controlli sul rischio sistemico. Tutto ciò permetterebbe agli operatori di mercato di scegliere se desiderano svolgere attività d’impresa transfrontaliera.

Una zona franca fiscale

Le zone franche presentano una serie di caratteristiche in comune, vale a dire sono limitate ad una regione geografica, dispongono di un’unica amministrazione, offrono vantaggi agli operatori, come ad esempio gli incentivi fiscali o all’investimento e dispongono di procedure snelle separate. Tradizionalmente, le zone franche hanno avuto un ruolo importante nella politica e nelle infrastrutture nei paesi in via di sviluppo, in quanto possono essere utilizzate come strumento per la crescita economica e soprattutto per attrarre investimenti diretti all’estero. Le zone franche sono state istituite a Gibilterra e a Singapore, rispettivamente tra il 1704 e il 1819, con la prima zona franca industriale moderna che è stata istituita a Shannon, in Irlanda nel 1959.

Mentre le zone franche sono state tradizionalmente istituite per incoraggiare le esportazioni commerciali e gli investimenti diretti all’estero, un approccio più moderno potrebbe consistere nella creazione di una zona multi-settoriale. Ad esempio, il Governo Cinese sta creando una zona economica speciale in Qianhai baia, a Shenzhen, specializzata nei servizi finanziari, logistica, tecnologia e start-up. All’interno di tale zona, alle imprese verrà dato aiuto per raccogliere Yuan offshore e le banche con sede ad Hong Kong potranno entrare nella zona più facilmente rispetto a quanto previsto dal regime attuale. Queste misure hanno lo scopo di ridurre la severità dei controlli sui movimenti di capitale della Cina ed incoraggiare la cooperazione finanziaria con Hong Kong. Le zone franche fiscali costituiscono un concetto simile. La zona si trova in un’area delimitata per lo svolgimento dell’attività finanziaria ed è dotata di un proprio ordinamento giuridico ed impianto normativo. Gli Emirati Arabi Uniti (“EAU”) dispongono di diverse zone franche, utilizzate per i settori diversi come il duty-free, il trasporto ed i servizi finanziari. Più di recente, è stato istituito l’Abu Dhabi Global Market (“ADGM”), un grande centro finanziario internazionale per le istituzioni locali, regionali e internazionali, con l’obiettivo di essere un catalizzatore per la crescita del settore dinamico dei servizi finanziari negli Emirati Arabi Uniti. Il “Dubai International Finance Centre” è stato istituito nel 2004 per incentivare le imprese e le istituzioni finanziarie a sfruttare i mercati emergenti del Medio Oriente, Africa ed Asia del Sud e ha anche avuto un grande successo.

Il Centro Finanziario Internazionale a Londra

Il Centro Finanziario Internazionale di Londra (“LIFC”) potrebbe dar luogo alla creazione di una nuova piccola area territoriale all’interno della città, delimitata per gli istituti finanziari, con sede a Londra che desiderano operare su un modello più aperto di libero mercato rispetto al resto del mercato. La LIFC deve disporre di proprie leggi e propri regolamenti, basati sul common law e gli statuti del Regno Unito, ma che conducano ad una forte crescita ed un mercato altamente dinamico, soggetto al vincolo principale in base al quale le leggi devono (come con tutte le moderne leggi dei servizi finanziari) ridurre al minimo il rischio sistemico e garantire mercati puliti. La LIFC potrebbe anche istituire procedure più semplificate in materia di visti, in modo da garantire l’accesso immediato ad un pool di professionisti di tutto il mondo.

“Tale Centro Finanziario Internazionale non intende essere equiparato all’Unione Europea, se non in merito ad alcuni argomenti, né tantomeno vuole proporsi come un riconoscimento di conformità sostitutivo per gli Stati Uniti.” Si avrebbe un regime autonomo in cui le istituzioni potrebbero operare in un ambiente altamente liberalizzato, ma nel fuso orario dell’UE. 

Il proprio territorio

Il Centro Finanziario Internazionale di Londra deve essere dotato di un proprio territorio. Storicamente, la City ha ospitato le principali attività finanziarie nel Regno Unito ma il settore finanziario è cresciuto notevolmente e molte imprese sono situate anche a Canary Wharf. È necessaria, dunque, una zona chiaramente delimitata al fine di capire dove alcune attività possono essere svolte nell’ambito della zona franca. Non possiamo non menzionare Londra, in particolare la City o Canary Wharf.

Quadro normativo distinto

È chiaro che saranno necessarie distinte autorità di controllo per l’International Centre London Financial da parte del resto del Regno Unito. Ad esempio, la Financial Services Regulatory Authority (“FSRA”) è l’Autorità di controllo indipendente per i servizi finanziari in ADGM e il Dubai Financial Services Authority (“DFSA”) è l’Autorità di controllo indipendente per i servizi finanziari nel DIFC, con la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti, la Securities & Commodities Authority e l’Insurance Authority che effettua controlli sui servizi finanziari nel resto degli UAE. Nel definire l’International Centre London Financial, l’attuale quadro normativo potrebbe essere mantenuto in modo tale che la Bank of England, il Financial Conduct Authority (“FCA”) and il Prudential Regulation Authority (“PRA”) possano continuare a regolamentare i servizi finanziari nel Regno Unito, più in generale. La Bank of England continuerebbe ad essere responsabile per la regolamentazione macroprudenziale dell’economia del Regno Unito nel suo insieme.

Un Sistema giudiziario indipendente

Tipicamente, le zone franche fiscali dispongono di sistemi giudiziari indipendenti. Sia l’ADGM che il DIFC, per esempio, hanno un sistema giudiziario indipendente e la zona economica speciale in Qianhai avrà anche un proprio sistema giuridico distinto con un Tribunale di Arbitrato Internazionale Shenzhen ed un Tribunale a Qianhai.

L’International Centre London Financial potrebbe istituire un sistema giudiziario separato e designare un giudice nel quadro giuridico attuale, per trattare specificamente questioni attinenti ai servizi finanziari inerenti al regime LIFC.

Libera circolazione delle persone

Un possibile ulteriore vantaggio nell’istituire un International Centre London Financial potrebbe essere l’introduzione di leggi preferenziali in materia di immigrazione, che consentono ai cittadini stranieri di lavorare nelle libere professioni all’interno della LIFC e soggiornarvi. Per esempio, nella zona economica speciale, che è stata istituita nel Qianhai, è stato applicato un regime in base al quale i cittadini stranieri che lavorano nell’ambito dei servizi professionali possono fare domanda per ottenere la residenza permanente che consente loro di vivere e lavorare in tale area. Un regime distinto in materia di immigrazione per un LIFC potrebbe consentire al Regno Unito di continuare a beneficiare più facilmente dal pool di talenti internazionali, mentre l’attuazione di più rigorosi controlli sull’immigrazione dal resto del Regno Unito.

La probabile relazione tra Regno Unito e Unione Europea: i regimi di equivalenza dell’UE

L’istituzione dell’International Centre London Financial potrebbe consentirebbe al Regno Unito, nel rispetto delle leggi sui servizi finanziari del LIFC, che differiscono più radicalmente da quelle dell’UE, di concedere agli istituti finanziari con sede a Londra la possibilità di scegliere quale regime meglio si adatta al loro business, pur mantenendo i vantaggi di avere la sede a Londra. La probabile soluzione per il Regno Unito nel complesso è un rapporto basato sull’ equivalenza con l’UE per quanto riguarda i servizi finanziari in cui gli operatori del mercato finanziario con sede nel Regno Unito possono fare business con controparti e clienti nell’Unione Europea in base alle leggi del Regno Unito che sono equivalenti a quelle del settore rilevante nell’Unione Europea e viceversa.

Conclusione

Mentre restano da negoziare le future relazioni fra il Regno Unito e l’Unione europea, un Centro Finanziario lnternazionale a Londra è una prospettiva entusiasmante per il futuro del Regno Unito nel settore finanziario. Potrebbe essere utile per rafforzare ulteriormente la posizione impareggiabile del Regno Unito come importante centro finanziario e offrire nuove opportunità al Regno Unito, alle economie dell’UE e ad altri mercati in tutto il mondo.

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