Evoluzione recente della fiscalità britannica: cambiamenti principali

Nel Regno Unito, il quadro normativo è in costante evoluzione. Dalla prima metà del 2026, diversi interventi avranno un impatto rilevante, soprattutto sulla gestione degli investimenti.

In questo contesto, dal 6 aprile 2026 entrerà in vigore il regime fiscale riformato per il carried interest.

Le principali novità derivano dai recenti cambiamenti normativi.

In passato, nel Regno Unito, i proventi da carried interest erano tassati in base alla natura dei rendimenti: interessi e dividendi erano soggetti a imposta sul reddito, mentre le plusvalenze erano tassate con un’aliquota specifica del 32%.

Con il nuovo sistema, questi proventi sono interamente riclassificati come redditi d’impresa e soggetti sia all’imposta sul reddito sia ai contributi previdenziali per autonomi, per un carico complessivo del 47%.

Se gli investimenti del fondo sono detenuti per almeno 40 mesi, la base imponibile si riduce del 72,5%, con un’aliquota effettiva del 34,075%, indipendentemente dal tipo di rendimento.

Questa riclassificazione influisce sia sul livello di imposizione sia su altri aspetti applicativi.

In particolare, il trattamento del carried interest come reddito d’impresa può comportare per alcuni contribuenti l’applicazione delle norme britanniche sui pagamenti in acconto, con conseguenze sulle tempistiche e sulle modalità di versamento delle imposte.

Nel regime precedente, se un fondo deteneva investimenti per meno di 40 mesi, parte o tutto il carried interest attribuito a soggetti non dipendenti era qualificato come “interesse basato sul reddito” e tassato come reddito da attività commerciale con aliquota del 47%.

Questo principio è stato mantenuto nella nuova disciplina, ma con una terminologia diversa: ora si parla di “interessi di partecipazione non qualificanti”. L’ambito di applicazione è stato inoltre esteso ai soggetti dipendenti.

Il nuovo regime amplia significativamente l’ambito territoriale di applicazione del carried interest, includendo anche i contribuenti non residenti nel Regno Unito.

In passato, un soggetto non residente che svolgeva parte della propria attività nel Regno Unito era tassato solo sulla quota di carried interest riferita a tale attività.

Con le nuove disposizioni, il perimetro impositivo si amplia e può includere l’intero ammontare del carried interest, anche quando gli investimenti del fondo sono detenuti per almeno 40 mesi.

Dall’inizio dell’anno fiscale 2025/26 sono state introdotte ulteriori modifiche rilevanti.

Tra queste, si segnala l’aumento dell’aliquota sui guadagni che beneficiano delle agevolazioni BADR (già “agevolazioni per gli imprenditori”), passata dal 14% al 18%, riducendo il vantaggio rispetto alle aliquote marginali sulle plusvalenze.

Sono state inoltre riviste le aliquote fiscali sui dividendi: sia l’aliquota base sia quella maggiorata sono aumentate di 2 punti percentuali, raggiungendo il 10,75% e il 35,75%.

Rimane invece invariata l’aliquota aggiuntiva, che continua ad attestarsi al 39,35%.

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