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Moody’s declassa il Costa Rica a causa delle riforme fiscali tardive

Il 16 settembre 2014 l’agenzia di rating Moody’s Investors Service, fedele alla sua parola, ha abbassato il rating dei titoli governativi del Costa Rica da Baa3 a Ba1 a causa di ritardi al programma di consolidamento fiscale.

Moody’s ha evidenziato come i diversi tentativi degli ultimi anni per affrontare il crescente deficit fiscale del Costa Rica non abbiano abbassato questi livelli. La nuova amministrazione Solis, insediatasi nel maggio di quest’anno, ha spiegato che il consolidamento fiscale verra’ introdotto gradualmente. All’inizio di questo mese Fitch Ratings ha minacciato di declassare il rating di credito del Paese se non si riuscira’ a tenere sotto controllo il deficit di bilancio.

Come conseguenza di questa inerzia, Moody’s prevede che gli attuali ampi disavanzi di bilancio e l’aumento del debito probabilmente continueranno per i prossimi anni.

Il disavanzo di bilancio è stato in media pari al 4,5% del prodotto interno lordo (PIL) dal 2009, e si prevede raggiungera’ il 5,8% del PIL nel 2014, e il 6% del PIL l’anno prossimo.

L’agenzia di rating ha evidenziato come, nelle ultime amministrazioni, la debole posizione del governo al Congresso abbia ritardato l’approvazione di una normativa a causa della necessità di stringere alleanze ad hoc. Di conseguenza, gli sforzi per approvare importanti riforme fiscali sono stati ostacolati.

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La Russia esclude cambiamenti all’IVA ed all’imposta sul reddito delle persone fisiche

La Russia, che in precedenza considerava l’introduzione nel 2015 di una nuova imposta sulle vendite regionali, ha escluso una modifica al regime d’imposta sul valore aggiunto, dopo che la nazione stava considerando un aumento IVA del due per cento.

In un’intervista con la Russia-24, il vice primo ministro russo, Igor Shuvalov, ha detto che il governo si propone di mantenere il regime di imposta sul reddito delle persone fisiche ed il regime dell’IVA costante fino al 2018.

Un’imposta sulle vendite al consumo, da somministrare alle regioni russe ad un tasso del tre per cento, è stato escluso da Shuvalov, nonostante sia stato approvato dal presidente russo Vladimir Putin. Preoccupazioni sono state sollevate in merito al prelievo, simile a quello abolito dieci anni fa, che sarebbe stato giudicato incostituzionale, come già aveva stabilito la Corte Suprema nel caso del prelievo precedente.

Nel mese di agosto, il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, ha detto che il bilancio del prossimo anno potrebbe dover includere aumenti delle tasse, che descrive come un’ultima soluzione a fronte di sanzioni contro le imprese russe ed il paese stesso.

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Lituania: approvata la legge sulla tassazione del shale gas

Il Primo Ministro della Lituania, Algirdas Butkevicius, ha comunicato che la Lituania approvera’ presto una nuova legislazione per migliorare le condizioni fiscali per le societa’ che effettuano l’esplorazione di gas di scisto.

In un’intervista radiofonica con LRT, Butkevicius ha detto che le proposte sono state posticipate fino a non oltre il 2020, dopo di che e’ stata proposta un’aliquota compresa tra il 12 e il 15 per cento.

La nuova legge ha lo scopo di proteggere gli investimenti stranieri, dopo la conferma che i colloqui con Chevron sono venuti meno.

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Costa Rica: l’Industria Turistica contesta l’imposta sulle vendite

La Camera Nazionale del Turismo del Costa Rica (CANATUR) ha impugnato la decisione del governo di assoggettare tutte le attività turistiche all’imposta sulle vendite.

L’Amministrazione fiscale del Paese ha recentemente emanato un decreto che reinterpreta l’articolo 1 della Sales Tax. Ai sensi del decreto l’imposte sulle vendite del 13 % sarà applicata retroattivamente a tutte le imprese del turismo a partire dal 2009, tra cui alcune che in precedenza erano esenti, come il trekking, il bird-watching e ziplining.

Le imprese turistiche hanno termine fino alla fine di questo mese per adeguarsi al decreto.

La CANATUR ha chiesto che il decreto dell’amministrazione fiscale venga modificato, sostenendo che è ingiusto e costringerà molte aziende a chiudere. Il governo ha incontrato i funzionari del CANATUR per discutere le soluzioni alla controversia, ma le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo.

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Emirati Arabi Uniti: revisione dei progressi sulla trasparenza fiscale

Il Governo degli Emirati Arabi Uniti (EAU) ha recentemente convocato un meeting a Dubai con i ministeri locali e federali per discutere i progressi della nazione in merito all’adesione agli standard in materia di trasparenza fiscale internazionale.

L’incontro si è tenuto per predisporre la seconda fase del programma di revisione, che si preoccupa di esaminare quanto siano efficienti le autorità degli Emirati Arabi Uniti nello scambio di informazioni su richiesta, dopo aver superato una prima fase di revisione sulla rete di convenzioni predisposta per consentire lo scambio di informazioni. Nella riunione si è discusso dei recenti sviluppi in materia di scambio di informazioni fiscali.

Il Ministero ha in precedenza firmato un protocollo d’Intesa con il Segretariato del Forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni, che ha portato gli Emirati Arabi Uniti a diventare il primo paese arabo a vincere un seggio nel Comitato direttivo internazionale.

Il Ministero ha inoltre firmato cinque protocolli d’intesa in materia di trasparenza e scambio di informazioni con la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti, il centro finanziario internazionale di Dubai, la Jebel Ali Free Zone, la Fujairah Free Zone Authority ed il Dubai Multi Commodities Centre.

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Le Seychelles intendono aderire all’OMC in dicembre

Le Seychelles hanno concluso i negoziati commerciali bilaterali con tutti gli Stati membri interessati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), facendo un passo avanti verso l’adesione all’OMC entro la fine del 2014.

Il Ministero delle Finanze, del Commercio e degli Investimenti delle Seychelles afferma che è stato firmato l’accordo bilaterale finale con gli Stati Uniti a Ginevra, il 10 settembre 2014: “Le Seychelles hanno ormai superato l’ultimo ostacolo verso l’adesione, processo lungo e faticoso, ma comunque gratificante”. “Le Seychelles parteciperanno all’ottava riunione del gruppo di lavoro a Ginevra il mese prossimo, che dovrebbe essere l’ultimo, prima dell’accettazione formale all’OMC”. Si prevede che l’adesione sarà considerata in occasione della riunione del Consiglio dell’OMC che si terrà a dicembre di quest’anno.

Le Seychelles inizialmente richiedevano l’adesione all’OMC nel 1995, ma facevano ben pochi progressi fino alla revisione del processo nel 2008. E ‘stato detto che una delle principali sfide che le Seychelles hanno dovuto risolvere era la limitata esperienza nella negoziazione di accordi commerciali.

Tuttavia, dopo il 2008, il governo ha fatto notevoli progressi per individuare le modifiche legislative necessarie, tra cui i decreti relativi alle misure sanitarie e fitosanitarie, e la protezione del diritto d’autore e della proprietà industriale. Entro il 2010, le Seychelles avevano presentato richieste per l’accesso al mercato dei beni e dei servizi, e avevano stabilito un gruppo di lavoro.

Prima della firma dell’accordo con gli Stati Uniti, le Seychelles hanno terminato i negoziati commerciali bilaterali con altri otto membri dell’OMC, ovvero Canada, Unione europea, Giappone, Mauritius, Oman, Sud Africa, Svizzera e Tailandia.

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Cina: Taiwan riavvia le consultazioni sui trattati commerciali

Taiwan e la Cina hanno riavviato le consultazioni aventi ad oggetto l’introduzione di ulteriori riduzioni tariffarie sulle merci all’accordo di cooperazione economica (economic cooperation framework agreement – ECFA), nonostante la disputa avente ad oggetto l’accordo sugli scambi di servizi che è stato firmato nel giugno dello scorso anno.

Una riunione si è tenuta nel mese di ottobre dello scorso anno, ma i successivi colloqui sono stati sospesi a causa di proteste in Taiwan. Gli ultimi negoziati si sono svolti in una località segreta per motivi di sicurezza e si e’ deciso che le consultazioni devono continuare, nonostante le proteste.

Anche se non sono stati rilasciati dettagli ufficiali dopo l’ultima riunione, è stato riportato che le due parti non hanno preso in considerazione le aliquote tariffarie di importazione, ma c’e’ stato uno scambio di opinioni su una serie di argomenti, tra cui un accordo sulle categorie di merci per le quali Taiwan e la Cina sperano di ampliare l’accesso al mercato.

L’originale accordo quadro sulla cooperazione economica (ECFA), entrato in vigore all’inizio del 2011, e che ha dato attuazione ad un programma triennale di riduzioni sui dazi di importazione fino al 1 ° gennaio 2013, ha ridotto a zero le tariffe su tutti gli articoli elencati. In totale, i tagli tariffari coinvolgono 539 articoli di esportazione di Taiwan e 267 articoli di esportazione cinesi.

I negoziati sono stati concordati per ampliare e approfondire tutti gli aspetti dell’ECFA, compresa l’aggiunta di ulteriori riduzioni tariffarie per l’importazione di più beni. Sussiste la preoccupazione che le concessioni più ampie saranno incluse in un patto di libero scambio tra Cina e Corea del Sud che si prevede verra’ firmato entro la fine del 2014, se non prima.

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Romania conferma il taglio della Social Security Tax

La Camera dei Deputati della Romania ha approvato una riduzione dell’imposta sulla previdenza sociale versata dai datori di lavoro, nonostante il parere contrario del FMI e, nonostante un avvertimento del Presidente, che la manovra metterà a rischio la stabilità economica del paese.

I deputati hanno votato in modo schiacciante a favore della riduzione di 5 punti percentuali, dopo che il presidente Traian Băsescu ha inviato la proposta al Parlamento per una revisione. La Camera alta ha respinto la richiesta di riesame proposta da Basescu il mese scorso.

La manovra dovrebbe creare un deficit di entrate di RON 850m (USD25m) negli ultimi tre mesi del 2014, e Basescu ha previsto che altre imposte dovranno aumentare a seguito delle elezioni di novembre. Tuttavia, il ministro delle finanze del paese, Ioana Petrescu, ritiene che la manovra ridurrebbe l’evasione fiscale.

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