Nuova soglia retributiva per gli amministratori: effetti sulla fiscalità delle società belghe

Il disegno di legge sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, presentato alla Camera il 17 dicembre 2025, prevede un cambiamento rilevante relativo al compenso minimo degli amministratori di società e, di conseguenza, ai requisiti per beneficiare dell’aliquota ridotta dell’imposta sulle società.

In particolare, a partire dal periodo d’imposta 2026, il compenso minimo annuo lordo degli amministratori viene innalzato da 45.000 a 50.000 euro.

In Belgio, l’imposta sulle società prevede un’aliquota ordinaria del 25% applicata all’insieme degli utili imponibili; tuttavia, le PMI possono usufruire di un trattamento fiscale più favorevole, con una tassazione ridotta al 20% sui primi 100.000 euro di profitto, mentre gli importi superiori a tale limite sono soggetti nuovamente all’aliquota standard del 25%.

Il provvedimento introduce un innalzamento della soglia minima di remunerazione richiesta agli amministratori di società per accedere all’aliquota agevolata del 20% sull’imposta societaria, applicabile ai primi 100.000 euro di utili, passando da 45.000 a 50.000 euro annui.

Viene inoltre prevista una novità rilevante, ossia l’indicizzazione automatica di questa soglia, che sarà adeguata ogni anno per mantenerne invariato il valore reale nel tempo.

Il disegno di legge interviene anche sulla composizione della remunerazione del dirigente, stabilendo che i benefit in natura non possano eccedere il 20% del compenso complessivo, pari quindi a un massimo di 10.000 euro su 50.000. La parte restante dovrà essere costituita da retribuzione lorda effettiva. Restano invece esclusi da questo calcolo i rimborsi spese specifici dell’attività, le royalty e i contributi destinati a forme pensionistiche individuali.

La proposta normativa conferma una deroga già esistente.

Nel caso in cui il compenso attribuito all’amministratore sia almeno pari all’utile imponibile realizzato dalla società, il requisito relativo alla soglia minima retributiva si considera comunque soddisfatto, anche se l’importo corrisposto è inferiore a 50.000 euro.

Alla luce delle novità introdotte, è opportuno rivedere attentamente le politiche di remunerazione. Il vantaggio derivante dall’applicazione dell’aliquota ridotta deve essere infatti ponderato rispetto ai maggiori costi fiscali e contributivi che possono derivare sia da un aumento dello stipendio sia da una diversa strutturazione dei benefit imponibili.

 

Print Friendly, PDF & Email