Quadro normativo degli investimenti stranieri in Spagna

La Spagna è tradizionalmente considerata favorevole agli investimenti diretti esteri e offre un quadro normativo stabile e competitivo per gli investitori stranieri.

Prima della pandemia di Covid-19, la legislazione spagnola consentiva una liberalizzazione quasi totale degli investimenti diretti esteri, senza distinzione tra investitori dell’Unione europea e quelli extra-UE. Le uniche eccezioni riguardavano settori strategici come la difesa nazionale e alcune aree soggette a regolamentazioni specifiche.

Questo approccio ha attratto negli ultimi decenni significativi investimenti esteri in settori chiave come automotive, telecomunicazioni, infrastrutture, chimica, farmaceutica e immobiliare.

L’arrivo della pandemia di Covid-19 nel marzo 2020 ha messo sotto pressione l’economia spagnola e compromesso la stabilità finanziaria delle imprese. Di conseguenza, le autorità hanno avviato una revisione urgente della politica sugli investimenti esteri per controllare e, se necessario, limitare l’acquisizione di imprese chiave da parte di investitori stranieri a fini speculativi.

Il governo spagnolo ha adottato misure urgenti per gestire e controllare gli investimenti esteri diretti, introducendo e successivamente perfezionando un meccanismo di valutazione preventiva per determinati investimenti. Questo meccanismo ha incluso temporaneamente anche investitori provenienti dall’Unione Europea e dall’Associazione Europea di Libero Scambio nei settori strategici dell’economia nazionale.

In questo modo, le autorità hanno ottenuto una maggiore capacità di intervento, potendo esaminare gli investimenti esteri e applicare misure correttive, se necessario, a tutela dell’ordine pubblico, della sicurezza nazionale e della salute pubblica.

Questi interventi sono perfettamente allineati al Regolamento (UE) 2019/452 del 19 marzo 2019, che definisce il quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti, e seguono le raccomandazioni della Commissione europea volte a proteggere le imprese vulnerabili a causa della crisi.

L’aumento dei controlli sugli investimenti esteri in Spagna è proseguito anche dopo la pandemia di Covid-19. Nel 2023, il meccanismo di screening è stato ulteriormente rafforzato dal Regolamento 571/2023, emanato il 4 luglio 2023, che amplia il regime esistente. Il regolamento, in vigore dal 1 settembre 2023, si applica a tutti i procedimenti avviati da tale data.

È prevista una riforma del Regolamento di attuazione per allinearlo alle modifiche in corso nell’Unione europea. Tra le principali novità, sarà introdotto un processo di revisione in due fasi che consentirà di gestire più rapidamente le transazioni a basso rischio.

Il governo spagnolo ha presentato al Parlamento un disegno di legge per rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche, con l’obiettivo di aumentarne la sicurezza contro minacce come sabotaggi, rischi tecnologici ed eventi naturali estremi.

Se il provvedimento verrà approvato, sia le aziende pubbliche che private attive in settori strategici come energia, trasporti e sanità, sia quelle operanti in nuove aree come idrogeno, sistemi di riscaldamento e raffreddamento urbano, sicurezza privata e gestione delle acque reflue, saranno soggette al regime spagnolo sugli investimenti diretti esteri.

Il regime spagnolo sugli investimenti diretti esteri non rappresenta un ostacolo agli investimenti in Spagna. Non tutti gli investimenti esteri sono soggetti a controllo e, nella maggior parte dei casi, quelli che lo richiedono vengono approvati senza condizioni.

Per gli investitori, l’attuale quadro normativo rappresenta principalmente un obbligo di conformità, non una barriera agli investimenti. Inoltre, il Regolamento di Attuazione prevede diverse categorie di investimenti diretti esteri esentate dall’autorizzazione preventiva.

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