Principali elementi della regolamentazione della finanza sostenibile in Spagna

La regolamentazione spagnola in materia di finanza sostenibile integra obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea con iniziative nazionali, incluse quelle di natura volontaria.
Il quadro normativo comprende la normativa europea, la legislazione nazionale e le linee guida emanate dalle autorità di vigilanza.
A livello nazionale, la Spagna ha introdotto obblighi di rendicontazione non finanziaria con la Legge 11/2018, inizialmente rivolti alle grandi imprese e successivamente estesi anche alle realtà di dimensioni inferiori, in attesa del recepimento della direttiva UE (CSRD), che rafforzerà tali obblighi.
La Legge 7/2021 prevede obblighi specifici per banche, assicurazioni e grandi aziende, tra cui la rendicontazione dei rischi climatici e la definizione di obiettivi di decarbonizzazione coerenti con l’Accordo di Parigi.
Le principali autorità di vigilanza finanziaria sono tenute a monitorare periodicamente l’allineamento del sistema finanziario agli obiettivi ambientali.
La Spagna sostiene attivamente iniziative volontarie nel settore della finanza sostenibile.
L’Osservatorio spagnolo sulla finanza verde fornisce supporto al settore, mentre numerose istituzioni finanziarie adottano i principi della banca responsabile.
Negli ultimi anni, società quotate e compagnie assicurative hanno progressivamente integrato criteri ambientali, sociali e di governance nelle decisioni aziendali e nell’esercizio dei diritti degli azionisti. Inoltre, è stato richiesto agli investitori istituzionali e ai gestori patrimoniali di rendere pubbliche le proprie politiche di coinvolgimento.
A seguito della pandemia, la finanza sociale ha registrato una crescita significativa. Nel 2021 la Spagna ha emesso il primo social bond, seguito da strumenti dedicati all’edilizia sociale, alla sanità e all’occupazione.
Un numero crescente di aziende ricorre a prestiti e obbligazioni indicizzati su obiettivi di sostenibilità.
Il mercato manifesta un cauto ottimismo, ma persistono preoccupazioni sulla complessità normativa, sui requisiti tecnici della Tassonomia UE e sulla disponibilità dei dati. La normativa UE sulla finanza sostenibile è stata adottata tramite un approccio omnibus, che ha concentrato numerose modifiche in diversi regolamenti, aumentando la complessità per le istituzioni finanziarie.
La strategia “stop the clock” adottata dalla Commissione europea, che ha rinviato alcune scadenze per agevolare l’adattamento del mercato, ha tuttavia generato incertezza sulle tempistiche di entrata in vigore dei requisiti finali, complicando la pianificazione delle strategie di conformità e le decisioni di investimento a lungo termine.

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