Il quadro normativo del settore fintech in Finlandia

In qualità di Stato membro dell’Unione europea, la Finlandia applica prevalentemente la normativa europea nel settore fintech.

In Finlandia non esiste una normativa unificata che disciplini complessivamente tutte le attività fintech.

Gli operatori sono tenuti a rispettare una pluralità di normative nazionali specifiche, oltre ai regolamenti europei. La regolamentazione europea del settore fintech è principalmente orientata dal Regolamento sui mercati delle criptovalute (MiCA), in vigore dal 30 dicembre 2024.

Il regolamento stabilisce le modalità di emissione delle criptovalute e la fornitura di servizi correlati nell’Unione europea. In Finlandia, il periodo di transizione si è concluso il 30 giugno 2025.

La sicurezza operativa è divenuta un elemento centrale della normativa europea a seguito dell’entrata in vigore del Digital Operational Resilience Act (DORA) il 17 gennaio 2025.

Per l’offerta di servizi fintech in Finlandia è necessaria la registrazione, l’autorizzazione o la licenza, a seconda della tipologia di attività svolta. Tali permessi sono rilasciati dall’autorità nazionale competente, generalmente l’Autorità finlandese di vigilanza finanziaria (FIN-FSA), che supervisiona sia gli istituti finanziari tradizionali sia gli operatori fintech, inclusi i fornitori di servizi legati alle criptovalute. La Finlandia offre un contesto favorevole alle startup, attribuendo priorità alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica. Ciò facilita l’accesso a finanziamenti specifici e a programmi avanzati di formazione e di sviluppo delle competenze.

Business Finland promuove e gestisce programmi di supporto rivolti a startup e imprese fintech, con particolare attenzione allo sviluppo delle infrastrutture digitali e all’innovazione tecnologica.

La Finlandia è riconosciuta come una delle giurisdizioni più affidabili per l’avvio di attività fintech, grazie a una regolamentazione trasparente, a un ambiente favorevole all’innovazione e a infrastrutture solide. Il Paese garantisce un elevato livello di certezza giuridica, tutelando sia le imprese sia i cittadini. Viene rigorosamente rispettato lo stato di diritto e viene promossa una normativa chiara e prevedibile, che facilita la pianificazione e riduce i rischi.

Le autorità finlandesi sono riconosciute per l’adozione di una vigilanza coerente e proporzionata, mentre il quadro regolamentare si distingue per la trasparenza.

Questa stabilità risulta particolarmente significativa nel contesto europeo attuale, caratterizzato in alcune aree da fluttuazioni normative e da revoche retroattive di registrazioni, licenze o autorizzazioni precedentemente concesse alle società fintech.

Sebbene la Finlandia non preveda incentivi fiscali specifici per le imprese fintech, il Paese si distingue per una delle aliquote dell’imposta sul reddito delle società più basse tra i Paesi nordici. Dal 1° gennaio 2027 è prevista una riduzione di due punti percentuali, che ulteriormente incrementerà l’attrattività della Finlandia per l’avvio di attività fintech.

Allo stesso tempo, va considerato che le imposte sul reddito personale e i costi del lavoro sono piuttosto elevati rispetto alla media europea.

Tuttavia, esiste un regime fiscale dedicato agli espatriati, che consente ai soggetti qualificati di applicare un’aliquota fissa del 25% sul proprio reddito.

Va evidenziato che il diritto finlandese non impone ai titolari o ai manager di una società fintech l’obbligo di stabilire la propria residenza, né anagrafica né fiscale, nel Paese.

Questo aspetto garantisce ampia libertà organizzativa agli imprenditori e ai gruppi dirigenziali con una dimensione internazionale.

 

 

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