Il sistema di Electronic Travel Authorisation (ETA) del Regno Unito sarà pienamente operativo dal 25 febbraio 2026 per i cittadini di 85 Paesi. Successivamente, solo i viaggiatori con un’ETA valida potranno entrare nel Regno Unito.
Il governo del Regno Unito ha introdotto il programma ETA in modo graduale, ampliando progressivamente l’elenco dei Paesi ammessi e prevedendo un periodo transitorio. In questa fase, era possibile entrare nel Paese presentando la prova di una domanda ETA in corso di valutazione.
Al termine del periodo transitorio, i viaggiatori dovranno presentare la conferma dell’approvazione dell’ETA. Senza questa autorizzazione, l’imbarco verrà negato.
L’ETA è un’autorizzazione preventiva per i cittadini idonei che non dispongono di un permesso di immigrazione o di un’esenzione dai controlli nel Regno Unito. Consente l’ingresso per visite, transito via terra o attività lavorative temporanee fino a 3 mesi, ai sensi della Creative Worker Visa Concession.
Dal 25 febbraio 2026, i viaggiatori che intendono entrare nel Regno Unito dovranno avere un’ETA valida, se richiesta. È importante presentare la domanda con anticipo e ricevere la conferma prima della partenza.
Le aziende che gestiscono la procedura e i costi devono sapere che errori o ritardi nella richiesta possono generare costi aggiuntivi, oltre alla tariffa standard di 16 sterline per ogni ETA.
L’idoneità del viaggiatore a ottenere l’ETA dipende da vari fattori, tra cui la nazionalità, il tipo di attività lavorativa e i precedenti penali.
Le aziende devono considerare che le modifiche periodiche all’elenco dei Paesi soggetti a visto possono incidere sull’idoneità dei viaggiatori al programma ETA.
Ad esempio, nel 2025 Botswana, l’Autorità Nazionale Palestinese e Nauru sono stati aggiunti all’elenco dei Paesi che richiedono un visto. I cittadini di questi Paesi ora devono ottenere un visto per viaggiare nel Regno Unito e non possono più richiedere l’ETA.
Aziende e viaggiatori dovrebbero verificare in anticipo l’idoneità all’ETA in base alla nazionalità, poiché le regole possono cambiare con poco o nessun preavviso.
Inoltre, i viaggiatori con doppia cittadinanza britannica o irlandese non sono eleggibili per l’ETA e devono recarsi nel Regno Unito con: un passaporto britannico valido, o un passaporto straniero con certificato di diritto di residenza oppure un passaporto irlandese (per i cittadini irlandesi).
Con l’inasprimento dei requisiti per l’ingresso a fini lavorativi nel Regno Unito, alcune aziende potrebbero considerare l’uso del percorso “Visitor” per brevi trasferte di lavoro, insieme a un’ETA approvata.
Tuttavia, anche se il percorso “Visitor” consente alcune attività commerciali, è fondamentale verificare che le attività previste siano conformi alle normative vigenti. L’ingresso nel Regno Unito può essere negato anche con un’ETA approvata se il viaggiatore intende svolgere un lavoro non autorizzato.
Le aziende dovrebbero pianificare le trasferte con anticipo, valutare attentamente le attività previste e, se necessario, richiedere consulenza legale per individuare i percorsi di ingresso più adatti e le soluzioni alternative per il personale, così da garantire la continuità aziendale.
In alcuni casi, un’ETA può essere rifiutata automaticamente, rendendo necessario richiedere un visto tradizionale per visitare il Regno Unito. Ciò può avvenire, ad esempio, in presenza di un provvedimento di espulsione, di un divieto di ingresso attivo, di precedenti penali rilevanti, di soggiorni oltre i limiti consentiti, di violazioni delle condizioni di immigrazione o di pagamenti in sospeso verso le autorità britanniche.
